Starbucks Milano: lo sponsor se ne va, si teme per le palme

La sponsorizzazione di Starbucks per il verde scade a dicembre e il Comune apre il nuovo bando

Le palme più discusse di Milano a breve potrebbero non esistere più. Ebbene sì, le ormai celebri palme e banani piantati nelle aiuole di piazza Duomo nel 2017 potrebbero avere vita breve, visto che che il contratto di sponsorizzazione con Starbucks scade il prossimo 31 dicembre.

Per questo il Comune di Milano apre a nuovi sponsor per gestire e mantenere le aiuole che, due anni fa, avevano creato scalpore in città e che, appena piantate, erano anche state in parte incendiate da qualcuno rimasto ancora ignoto.

Il nuovo contratto durerà tre anni, e il Comune chiede che venga mantenuta almeno in parte quella che è l’attuale fisionomia delle aiuole, progettate dall’architetto paesaggista Marco Bay – il nome del progetto è “I giardini milanesi tra XX e XXI secolo” -, ma potrà anche essere modificato, ricordando alcune regole. Ovvero: l’area verde di piazza Duomo è soggetta a vincolo diretto monumentale ed è ubicata sopra il mezzanino della metropolitana, pertanto dovranno essere attentamente valutati i carichi di superficie; dovranno essere rispettati gli arredi e i manufatti esistenti (recinzioni, aste delle bandiere, basamenti dei lampioni, griglie di aerazione della metropolitana); la scelta della vegetazione dovrà garantire un adeguato effetto estetico in tutte le stagioni, mantenendo l’attuale presenza di alberi da posizionare nelle strutture esistenti o in contenitori simili.

Chi vuole candidarsi potrà vedere sul sito del Comune di Milano la planimetria fornita da MM  per le informazioni tecniche: le proposte potranno essere presentate nel bimestre settembre-ottobre, così da poter formalizzare il nuovo contratto di sponsorizzazione a partire dal mese di gennaio 2020. Nel 2017 Starbucks si era aggiudicata il bando triennale con un costo di 226.601,58 euro, di cui 190.001 nel 2017, 18.300 nel 2018 e uguale cifra per quest’anno.

[Fonte: La Repubblica]

Avatar Giulia Gagliano

18 Agosto 2019

commenti (1)

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  1. Avatar Oetzi ha detto:

    Quindi sono tutti ambientalisti solo per contratto, e non per etica e morale. Che strano, non ci avrei mai giurato.