di Nunzia Clemente 15 Luglio 2016

Starbucks è lieta di annunciare l’apertura di alcuni Princi store in giro per il mondo. Il primo sarà a Seattle, ma ne seguiranno altri. Sempre nel rispetto di ciò che Rocco ha saputo creare“.

A parlare è Howard Schultz, CEO di Starbucks, in un’intervista data alla rivista Studio dopo che ieri si è diffusa la notizia degli investimenti da parte della nota catena di caffetterie nelle panetterie di Rocco Princi, l’imprenditore calabrese che a Milano ha importato la formula del locale dove si consumano prodotti appena sfornati.

Dunque per la prima volta si panificherà nei negozi Starbucks, ma non nelle caffetterie con il classico logo bianco e verde che più o meno tutti conosciamo, bensì in un format di negozio, chiamata Starbucks Roastery, che va nella direzione di una maggiore qualità.

“Ho girato il mondo ma nulla per me è paragonabile alla sensazione di entrare nei negozi milanesi Princi” ha detto Schultz a Studio. Un legame risaputo quello del CEO di Starbucks con Milano e con i bar italiani, dai quali ha preso l’ispirazione iniziale per le sue caffetterie.

Oltre alle Roastery, la partnership con Princi si estenderà poi, dal 2017, ai Reserved Starbucks, ulteriore evoluzione del modello di negozio attuale. E ovviamente al primo Starbucks italiano che aprirà a Milano, seguito dai punti vendita di Verona e Venezia.

Gli investimenti nelle panetterie di Princi, che secondo Schultz dovranno servire soprattutto a proiettare l’immagine di uno Starbucks sempre più italiano, anzi, sempre più milanese, sono stati notati anche negli Stati Uniti, in particolare dal Wall Street Journal ha parlato dell’intenzione da parte di Starbucks di intercettare nuovi clienti con standard di qualità più elevati.

Riguardo al debutto milanese della catena americana di caffetterie il CEO ha detto di non aspettarsi niente di troppo collegabile al tradizionale negozio Starbuck, visto che l’accordo di partnership con Princi servirà anche a dare vita a qualcosa di nuovo, sicuramante più italiano. 

[Crediti | Link: Wall Street Journal, Rivista Studio, Dissapore]