Stati Uniti: un’aggressione in un ristorante viene sventata dai Power Rangers

Alcuni camerieri vestiti da Power Rangers hanno sventato un'aggressione in un ristorante di Oakland, Stati Uniti.

power rangers

No, il caffè di stamattina non era corretto con il whisky (o almeno ce lo auguriamo) e sì, avete letto bene – anche se dobbiamo ammettere che c’è un retroscena che occorre qualche spiegazione. I dipendenti del Noka Ramen, un ristorante situato in quel di Oakland, Stati Uniti, sono infatti soliti indossare una divisa da Power Rangers sul posto di lavoro. Figata, no? Farsi servire da alcuni dei personaggi più leggendari della televisione per bambini degli anni ’90 e duemila dev’essere un’esperienza piuttosto particolare. Ciò che ha reso il tutto ancora più iconico è il fatto che, durante un’aggressione nel loro locale, sono entrati in azione per sventare il tutto. Go go Power Rangers!

Secondo quanto raccontato da un utente su Twitter, che al momento dell’aggressione stava cenando proprio nel locale in questione, una donna ha fatto il suo ingresso in stato di visibile agitazione spiegando che si trovava in pericolo. Una manciata di secondi più tardi un uomo l’ha seguita all’interno e l’ha immobilizzata mettendole le mani al collo. “A quel punto tutti i Ranger hanno urlato ‘Huey!’” racconta l’utente sopracitato. Il Ranger giallo ha bloccato un pugno mentre i suoi colleghi aiutavano la donna a mettersi al sicuro, poi afferra per il bavero l’aggressore e lo trascina fuori dal ristorante mentre questi continuava ad agitarsi. Per quanto sarebbe stato opportuno aspettare che i Ranger evocassero i propri robottoni giganti per completare il lavoro, alcuni clienti del ristorante – guastafeste! – hanno preferito contattare la Polizia, che è intervenuta poco dopo.

violenza

Il cattivone di turno, tuttavia, non si era ancora arreso; e tenta un nuovo assalto in compagnia di un complice: nulla che i nostri guerrieri colorati non riescano a respingere, però. L’ufficiale di Polizia Candance Keas, che si è occupato del caso, ha poi spiegato che l’uomo “stava avendo una crisi di salute mentale” e che è stato “preso in custodia in una struttura di salute mentale della zona”.