di Manuela 21 Gennaio 2021
supermercato

E’ allarme nei supermercati in Gran Bretagna: qui le aggressioni ai dipendenti sono aumentate del 140% a causa della pandemia da Coronavirus.

Si parla di qualcosa come più di 200mila casi nel corso del 2020, fra aggressioni violente, non violente o tentativi di taccheggio. Pare che durante la pandemia l’aggressività della gente verso i commessi dei supermercati sia aumentata notevolmente.

Una commessa ha raccontato al Telegraph che i dipendenti dei negozi stanno affrontando dei livelli di violenza mai visti prima, solo perché fanno il loro lavoro. Infatti vengono minacciati anche solo per aver chiesto ai clienti di rispettare il distanziamento sociale.

Altri sono stati presi a pugni o aggrediti con asce. E ancora: un commesso è stato ricoverato in ospedale con coste rotte e polmone perforato dopo essere stato malmenato da tre taccheggiatori a causa di una bottiglia di liquore da poche sterline. E come non ricordare quel negozio di alimentari del Regno Unito che è stato distrutto da un cliente che non voleva indossare la mascherina?

E ribadisce: il problema non è relativo a una sola cooperativa o a un rivenditore preciso, è un problema di tutta la società.

Secondo quanto rivelato da Usdaw, il sindacato inglese dei lavoratori al dettaglio, la principale causa delle aggressioni è la richiesta di rispettare il distanziamento sociale. Inoltre un commesso su dieci ha ammesso di essere stato aggredito, più della metà è stato minacciato e il 90% ha comunque ricevuto insulti.