di Marco Locatelli 27 Marzo 2020

In barba alle misure draconiane di isolamento sociale prese praticamente da ormai quasi tutti i Paesi europei industrializzati per rallentare la diffusione del coronavirus, in Svezia ristoranti e bar restano aperti così come palestre e scuole (fino a 16 anni).

Le uniche misure di sicurezza adottate dal governo svedese sono il divieto di assembramenti sopra le 500 persone e la chiusura delle università. Punto. Tutto il resto come prima, anche se viene consigliato il lavoro da casa per chi può e la limitazione dei contatti sociali. La quarantena solo gli over 70, chi è a rischio o presenta sintomi influenzali. Una scelta controcorrente quella del paese scandinavo, una scelta che il resto del mondo sta reputando come pericolosa.

A difendere l’approccio light della Svezia – dove nelle ore di punta le grandi città continuano a “pulsare” come prima, e ovviamente i trasporti pubblici sono affollati – il direttore della sanità pubblica, Johan Carlson, secondo il quale misure più forti (come quelle prese dall’Italia, ad esempio) avrebbero un effetto limitato sull’epidemia e andrebbero invece ad abbattere le funzioni sociali.

L’ultimo bollettino vede in Svezia circa 2 mila casi positivi e 33 decessi. Qualora la situazione dovesse peggiorare e quindi i troppi contagi dovessero mettere in difficoltà gli ospedali., Carlson ha fatto sapere che l’esercito ha già allestito ospedali da campo.