di Cinzia Alfè 26 Agosto 2016
terremoto, amatriciana, solidarietà

Da quanto il terremoto del 24 agosto ha devastato e raso al suolo le città di Arquata, Amatrice e comuni limitrofi, si moltiplicano le iniziative a favore delle popolazioni colpite dal sisma.

Sisma che ha aggiunto dolore a dolore, essendosi verificato proprio nel periodo in cui, a causa del periodo estivo, si registrava l’afflusso turistico maggiore anche in virtù della 50ma “sagra degli spaghetti all’amatriciana’ che si sarebbe dovuta tenere nei giorni dal 27 al 28 agosto proprio ad Amatrice, famosa per aver dato i natali alla celebre pasta apprezzata in tutto il mondo.

Nella gara di solidarietà che subito dopo l’evento terribile è iniziata sui social e nella rete, una delle iniziative più di rilievo e prontamente condivise è stata quella del “nostro” editor Paolo Campana, che ha lanciato una particolare raccolta fondi a favore delle popolazioni terremotate.

Più di 600 ristoratori in Italia, aderenti all’iniziativa, hanno accettato di donare 2 euro per ogni piatto di spaghetti all’amatriciana servito, generando anche l’interesse della stampa straniera che, come il quotidiano inglese Guardian, hanno riportato la notizia contribuendo alla maggiore diffusione dell’iniziativa.

Anche il celebre cuoco inglese Jamie Oliver ha voluto contribuire ad aiutare le popolazioni colpite, annunciando su Instagram che lui stesso e i 700 cuochi sparsi nei suoi vari ristoranti in giro per il mondo destineranno a favore dei terremotati due euro per ogni piatto di pasta all’amatriciana servito.

Hi guys in support of the victims of the earthquake in Italy me and my 700 chefs at Jamie's Italian are cooking the specific dish from the area "Pasta Amatriciana" it will be on the specials board tonight at @jamiesitalianuk for a month £2 pound from each dish will go straight to the international red cross and I think we can easily make thousands and thousands of pounds to help…. Many restaurants are getting involved and this could really make a difference, money will go to supporting to Fire Fighters in the digging set up of tent camps for homeless and provision of food and clothing and medical assistance to people injured, old, kids, pregnant. Sadly this activity will run for months to come as it will take time to relocate people in new accomodations. But we can support for the same time – every bit of help will count big love to all and big love from me and my teams to our Friends in Italy we love you x X X X X ???????????????????????????? #eatforitaly @elbi #terremotocentroitalia #every1counts

Una foto pubblicata da Jamie Oliver (@jamieoliver) in data:

Augurandosi che l’iniziativa raccolga fondi sufficienti per contribuire in modo sostanziale all’acquisto di tende da campo, cibo, vestiario, assistenza medica e tutto quanto possa essere di aiuto per le popolazioni così duramente provate.

Ancora più generosi alcuni ristoratori di New York, che hanno deciso di donare a favore di Amatrice l’intero ricavato dei piatti di pasta all’amatriciana serviti, fondi che andranno a finire su un conto intestato alla  Croce Rossa.

Ma anche in Italia le iniziative e le gare di solidarietà sono aumentate di ora in ora.

Carlo Cracco ha reso noto che “da stasera, nel ristorante milanese “Carlo e Camilla in segheria” ci sarà la pasta all’amatriciana solidale”, e iniziative simili sono state annunciate da molti altri chef italiani.

Inoltre, nella pagina Facebook di Virginia Raggi, neo sindaco di Roma, c’è già chi propone di organizzare nella capitale  la Festa dell’Amatriciana, destinando il  ricavato ai Comuni colpiti.

Iniziativa già predisposta a Torino dalla Protezione Civile con il supporto della sindachessa 5 Stelle Chiara Appendino, che ha annunciato per la prossima domenica una festa a base di spaghetti all’amatriciana nella centralissima e maestosa Piazza San Carlo.

Sarà lei stessa, aiutata dai componenti della sua giunta, a servire i piatti di pasta, devolvendone l’intero ricavato. Iniziative di solidarietà stanno inoltre spuntando in tutte le città italiane, in una gara che per il momento non conosce sosta, con molte segnalazioni nella pagina Facebook del Gambero Rosso.

E infine, non poteva mancare Carlin Petrini, presidente di Slow food, che ha fatto dell’etica nel mondo del cibo il pilastro della sua filosofia, e che con la campagna #unfuturoperamatrice  ha chiesto ai ristoratori di tutto il mondo di inserire in carta il piatto simbolo della città colpita e di tenercelo almeno un anno, ma soprattutto chiedendo ai clienti di sceglierlo.

“In tutto il mondo, attraverso questo piatto simbolo della storia gastronomica di Amatrice, speriamo di poter diffondere anche i valori di solidarietà e condivisione proprio della cultura contadina da cui nasce”, ha detto Petrini.

E ha continuato “chiamando in causa i ristoratori di tutto il mondo per un anno intero. Speriamo che in questo modo l’attenzione non svanisca e vada oltre l’onda emotiva del momento: superiamo l’emergenza e iniziamo già da oggi la ricostruzione. Chi  ha vissuto questo dramma deve poter ritrovare la normalità il prima possibile”.

Un modo, quindi, per aiutare Amatrice ricordandone la tradizione, e quanto questa sia stata determinante per la cucina italiana.

Perché le radici e la storia di un luogo così significativo e importante non verranno mai spazzate via, nemmeno da un evento catastrofico di questa portata.

E se Amatrice tornerà a essere quella che era –e ne siamo certi– sarà anche grazie al contributo di un piatto di pasta. All’amatriciana, sempre.

commenti (18)

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  1. Avatar grammarnazi ha detto:

    Solo io ci vedo della speculazione sulla tragedia nel legare la donazione all’acquisto di un particolare piatto nei ristoranti che aderiscono?

    1. No no, pure a me sembra quello che dici! Sarà perché è così?
      Ci sono 1000 modi per aiutare i terremotati senza far arricchire i ristoratori.
      E non credo che questa iniziativa farà la differenza, neanche un po’!

    2. Avatar luca63 ha detto:

      L’iniziativa in se’ e’ lodevole,ed anche intelligente.Rilanciare un marchio identitario come l’amatriciana puo’ anche costituire la base di una “resurrezione”della sfortunata cittadina.Il cibo oggi e’ un traino economico a livello mondiale,speriamo in questa occasione lo diventi per la ricostruzione ed il rilancio di Amatrice .Se poi,come avviene per ogni raccolta fondi,ci saranno sciacalli pronti ad intascarsi tutti i proventi delle vendite di amatriciana al di la’ delle buone intenzioni dei clienti…beh,ci saranno senz’altro .Ma purtroppo e’ il lato oscuro di ogni iniziativa di solidarieta’.

    3. Avatar Stef ha detto:

      No. È talmente palese nella sua ridicolaggine che qualsiasi giornalista o ristoratore se ne vanti dovrebbe vergognarsene.

    4. Avatar mr ha detto:

      Ieri sono andato a comprare una lampadina in un “brico”, mi hanno chiesto se volevo donare un euro; non è che non sarei andato a comprare la lampadina, senza la possibilità di fare una donazione)..

      Idem per i ristoranti: non credo proprio che ci sia qualcuno che andrà al ristorante appositamente per donare un euro, sarebbe più semplice (ed economico) mandare un SMS; magari una volta lì, vede la locandina dell’iniziativa e sceglie una amatriciana invece del ragù, ma finisce lì.

      Il ristorante si fa buona pubblicità? Indirettamente sì, ma se la fanno anche tutti gli sponsor di ogni iniziativa benefica e di solidarietà: dopo il terremoto dell’Emilia nel 2012, Decathlon faceva uno sconto tra il 20 e il 50% sugli articoli utilizzabili per “emergenza” (tende, lettini, lampade, ecc.) a chi poteva dimostrare di essere residente nelle zone colpite. Si sono fatti pubblicità? Sì, e se la sono anche meritata.

      Qui la questione è ben più limitata, certo, ma è pure vero che il rilancio dell’unica attrattiva “famosa” di Amatrice è necessaria se vogliamo pensare a ricostruire, in più di un senso.

  2. Avatar Gianlù63 ha detto:

    Il problema di donare soldi, è sempre lo stesso,
    sicuramente si perdono nei meandri più o meno chiari della burocrazia e ai terremotati non arriva proprio nulla.
    passata la prima emergenza, dove in un paese civile non ci deve essere bisogno di niente, che non siano le mani dei volontari per scavare,
    slow food potrebbe costruirci un ristorante ad amatrice e i nostri cari chefstar potrebbero andare a lavorarci gratis per raccogliere fondi, ma soprattutto per far rivivere quel paese che adesso non esiste più.

  3. Avatar MAurizio ha detto:

    A me sembra un’iniziativa carina.
    NON è che uno va al ristorante per mangiare un piatto di spaghetti (ma non erano meglio i bucatini ?) SOLO per donare un euro in beneficenza.
    Casomai, mangiando comunque al ristorante, potendo scegliere piatto e ristorante si sceglie quello solidale, se si vuole.
    Ma per essere davvero “solidale” la raccolta fondi dovrebbe andare a vantaggio della intera zona terremotata e non solo di Amatrice

    1. Avatar grammarnazi ha detto:

      Mah, a me sembra solo un altro mezzo che alcuni ristoratori e Olivier (non lo sopporto proprio, ma sicuramente è un problema mio) stanno sfruttando per farsi pubblicità alle spalle di una tragedia.

      Per me la beneficenza si fa in silenzio, ma mi rendo conto che sono uno dei pochi a vederla così: oggi va di moda sbandierare quanto si è buoni e generosi e sensibili.

    2. Avatar MAurizio ha detto:

      Quando c’e’ stato il terremoto in Emilia-Romagna una delle attività “di sostegno” (diffusa anche su questo sito) e’ stata quella di acquistare il parmigiano (a volte anche da forme leggermente “danneggiate” dal sisma) da quei caseifici che erano rimasti coinvolti nel terremoto.
      Intrinsecamente e’ un tipo di solidarietà che implica di farsi “pubblicità”.
      Poi ciascuno e’ libero di aderire o meno.

    3. Avatar grammarnazi ha detto:

      Maurizio, la differenza è che ai tempi i produttori di Parmigiano Reggiano erano stati colpiti direttamente.
      Qui si parla di ristoratori sparsi per la penisola che fanno business sulla pelle dei terremotati.

  4. Avatar Stef ha detto:

    “Perché le radici e la storia di un luogo così significativo e importante non verranno mai spazzate via, nemmeno da un evento catastrofico di questa portata”

    Non preoccuparti: ci sta pensando la tanto cara Unione Europea a farlo. Altro che i terremoti.

    1. Avatar Paolo Parma ha detto:

      In che modo ? Scusami l’ignoranza, ma non lo capisco. Soprattutto non capisco come sia possibile che i colpevoli di tutto in questo paese siano a turno politici o l’Europa, ma il popolo italiano ne esce sempre lindo e vergine. Come mai?

  5. Avatar Maddeche ha detto:

    Vabbe che in questo paese siamo abituati a vedere il “comblotto” dappertutto ma qui siamo ben oltre l’usuale patologia nazionale. Il cliente qualcosa avrebbe dovuto mangiare, no? Non vedo proprio come faccia il ristoratore a guadagnarci di piu’ con l amatriciana rispetto alla scelta di un altro piatto. O forse pensate che addirittura il cliente sia maggiormente indotto ad andare al ristorante per aderire all’iniziativa? Ma se anche fosse? Il problema semmai sara’ dei politici corrotti e degli sciacalli nell imprenditoria edilizia che gonfieranno i costi della ricostruzione, facendo apparire come antisismica una costruzione che si sgretolera’ al prossimo terremoto.

    1. Avatar mr ha detto:

      “Non vedo proprio come faccia il ristoratore a guadagnarci di piu’ con l amatriciana”.

      Esatto, soprattutto se uno legge bene la locandina e vede che il ristoratore “pareggia” l’offerta del cliente.

    2. Avatar grammarnazi ha detto:

      “O forse pensate che addirittura il cliente sia maggiormente indotto ad andare al ristorante per aderire all’iniziativa? Ma se anche fosse?”

      Se ti sembra poco approfittare della tragedia per invogliare i clienti a venire da te…

  6. Avatar HingadiSvezia ha detto:

    My two cents. Ieri, a pranzo, in un locale milanese, insolitamente pieno per essere agosto, mi hanno consegnato il menu e la fotocopia di questa iniziativa: 11 euro amatriciana, 2 euro donati (uno dal cliente e uno dal ristorante). Ho chiesto alla cameriera quanti piatti solidali erano stati ordinati fino a quel momento: 2. Non so, mi sembra una iniziativa un po’ ruffiana e anche poco generosa (due euro…)

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      E’ un po’ come gli SMS o le telefonate da casa 1-2 euro a volta. E’ ovvio che poi sono gesti “simbolici” perche’ anche se lo facessero 10 milioni di abbonati ci ricostruisci al massimo qualche casa pero’ …
      Paradossalmente se parte la “moda” della amatriciana nel mondo, specie in quello anglosassone, le cifre potrebbero diventare piu’ “interessanti”.
      Poi che gli euro/dollari raccolti arrivino davvero ai terremotati …