di Chiara Cavalleris 13 Febbraio 2018

La baruffa tra Veneto e Friuli sulle origini del tiramisù produce insperati livelli d’intrattenimento: in onore di tanto folklore andrebbero rispolverate vecchie glorie della Rai a canale unico come “Campanile sera” (per chi se lo ricorda), che a fine anni ’50 faceva sfidare due località della “provincia italiana” sulla base delle prove più disparate.

Il nome di un paese ce l’abbiamo già: Villesse, 1672 abitanti in provincia di Gorizia (Friuli), dove domenica scorsa, come ha ricordato il Gazzettino, è stato preparato un tiramisù da 266,90 metri, entrato dritto nel Guinness dei primati.

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Per capire lo sconforto gettato dalla notizia nel vicino Veneto, vanno considerati due fattori.

Innanzitutto bisogna sapere che il nuovo record arriva, guarda caso, a pochi mesi dalla Coppa del Mondo del Tiramisù, svoltasi a Treviso lo scorso 4 novembre; successo internazionale poco gradito dal Friuli dopo che, nell’agosto scorso, ha ottenuto la paternità del dolce con decreto ministeriale e inserimento nella lista dei PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Sarà anche per questo che i friulani hanno pensato di preparare il ciclopico Tiramisù con 400 chili di panna. Un vero affronto, visto che per i trevigiani nel famoso dolce si usa il mascarpone soltanto.

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Quindi, vuoi per integralismo gastronomico o solo per il gusto di far caciara, i veneti hanno trovato nella ricetta “sbagliata” il pretesto per delegittimare il record.

“Non può considerarsi tiramisù, in quanto il dolce non prevede la panna tra i propri componenti”, ha dichiarato Annibale Toffolo, segretario della Confraternita del Tiramisù, con sede a Treviso, snocciolando i soli ingredienti concessi secondo lui: “uova, zucchero, mascarpone, savoiardi, caffè, cacao in polvere”.

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La risposta di Mirko Ricci, organizzatore del record friulano, non si è fatta attendere: “Non abbiamo barato. La ricetta originale, ovvero la nostra, prevede la panna”. E invitando a evitare polemiche sterili, ne rilancia subito una bella potente: “Non sapevo dell’esistenza di questa Confraternita”.

Poi specifica: “Il Guinness Word Record specifica dettagliatamente gli ingredienti. Tra questi ci sono anche la panna e il mascarpone, quindi non abbiamo imbrogliato nessuno”.

[Crediti | Il Gazzettino di Treviso, immagini: Pierluigi Bumbaca]