Tocai, riparte la battaglia per la denominazione del vino Friulano?

Tredici anni dopo la decisione UE in favore del Tokaji ungherese, il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin propone di rivedere la questione, ma viene subito stoppato dall'assessore Stefano Zannier.

Ricominciare la battaglia per il nome Tocai, a quasi tredici anni di distanza dall’ultima pronuncia che ha dato l’esclusiva all’ungherese Tokaji, sancendo la nascita del vino Friulano? A riaprire la discussione è stato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Piero Mauro Zanin. Iniziativa subito stoppata dall’Assessore alle risorse agroalimentari Stefano Zannier e dall’ex assessore Cristiano Shaurli.

La discussione – che in Friuli si ripropone periodicamente, segno di quanto la sconfitta in sede europea bruci ancora – stavolta è partita da Pier Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, durante la presentazione della Festa del vino di Bertiolo: “Mi piacerebbe che il Consiglio riprendesse in mano la questione, anche se non si tratta di una battaglia facile. Ma noi siamo una Regione autonoma e abbiamo un ruolo e una tradizione che l’Europa deve riconoscerci. Il Tocai friulano fa parte della nostra storia e della nostra cultura e anche se al termine della disputa legale sono arrivati dei fondi compensativi per la promozione del nuovo nome del vitigno, io dico che la storia e la tradizione non si comprano con il denaro”.

La proposta è stata subito rintuzzata dall’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier: “Dopo oltre dodici anni dall’ultima pronuncia giuridica in merito è perlomeno utopistico pensare di poter ritornare a usare la dicitura ‘Tocai’ per quello che ormai in tutto il mondo viene chiamato ‘Friulano’. La Regione ha combattuto strenuamente per tutelare la denominazione ‘Tocai’ ma quella sfida, purtroppo persa, appartiene al passato, quindi dobbiamo guardare al futuro e promuovere al meglio gli attuali prodotti del Friuli Venezia Giulia e non dare vita a battaglie di retroguardia che rischiano solo di alimentare false speranze. Sia gli organi di giustizia dell’Unione europea sia la Corte costituzionale si sono espresse in maniera molto chiara rispettivamente a favore dell’Ungheria e del suo Tokaji e sull’impossibilità per la Regione di legiferare in una materia che ha riflessi sul commercio internazionale e comunitario e, ormai da anni, tutte le aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia hanno investito risorse e promosso attraverso le etichette delle loro bottiglie il ‘Friulano’. Inoltre, per ridurre il disagio economico causato dal cambio di denominazione sono stati investiti per la promozione del ‘Friulano’ oltre 10 milioni di euro, 8 dei quali di provenienza statale e 2 regionali”.

Dello stesso avviso il segretario regionale Pd Fvg ed ex assessore regionale all’Agricoltura Cristiano Shaurli: “Ogni sei mesi qualcuno riapre la ‘battaglia’ del Tocai. Dato che oggi lo fa il presidente del Consiglio regionale, non voglio pensare che anche questa volta sia solo ricerca di visibilità. Prima di prendere la rincorsa, è bene chiarire a tutti, a partire dai produttori, se ci sono novità reali su cui puntare: forse l’amicizia fra Orban e Salvini/Fedriga apre delle possibilità o forse ora i sovranisti ungheresi non godono di grandi simpatie in Europa. Di sicuro c’è che quella battaglia in cui, come dice il presidente Zanin, il Tocai ‘poteva essere difeso meglio’, era stata condotta dalla Lega con gli esiti che tutti sappiamo”.

[Fonti: Messaggero Veneto e Udine Today]

 

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