Torino: Chef Kumalé sul Salone dell’Auto (che si sposta a Milano): la città “cade a pezzi”

Torino "cade a pezzi" per Chef Kumalé (Vittorio Castellani): mentre la città perde il Salone dell'Auto, che si trasferirà a Milano, il cuoco critica l'organizzazione torinese dell'evento.

Anche Vittorio Castellani, in arte “Chef Kumalé“, giornalista gastronomico e personaggio torinese che deve la sua fama alla scoperta delle cucine etniche della città, ha detto la sua sull’addio a Torino da parte del Salone dell’Auto.

È infatti notizia recente (e particolarmente cocente, al punto che la sindaca Chiara Appendino si dice via Facebook “furiosa”) che il Salone dell’Auto l’anno prossimo traslocherà in quel di Milano. L’evento dedicato ai motori era stato ospitato negli scorsi cinque anni al Parco del Valentino di Torino, sempre con grande successo di pubblico ma con umori altalenanti da parte dell’amministrazione (la sindaca non ne è mai stata una grande fan) e in fondo anche dei Torinesi, nel cui cuore il Salone non aveva mai fatto veramente breccia.

Chef Kumalé

Una vicenda politica che in queste ore tiene banco sotto la Mole, e di cui – appunto – si occupa perfino chef Kumalé, ricordando di quando l’organizzazione gli chiese di occuparsi dell’area food gratuitamente. “CIAO TORINO. NO MONEY, NO PARTY”, scrive oggi chef Kumalé sui social. “Devo dire che quando mi contattarono alla prima edizione, per collaborare all’evento, per curare la sezione food, non avrei scommesso un € su questa iniziativa, per come impostarono il discorso. Siamo alla prima edizione… Non abbiamo budget….Mi spiace per Torino, che continua a perdere pezzi. Mi auguro che nel frattempo il budget per pagare i consulenti l’abbiano trovato. Qua a Milano la musica è ben diversa. No money? No party!”

Un attacco all’amministrazione torinese o al Salone dell’Auto? Noi, francamente, non siamo sicuri di averlo capito.

Valentina Dirindin Valentina Dirindin

12 Luglio 2019

commenti (1)

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  1. Avatar Mario ha detto:

    Se non l’avete capito è perchè non vivete a Torino. Un branco di incompetenti la sta (per rimanere in ambito cuciniero) spolpando.