di Manuela 30 Luglio 2020
torino

A Torino è polemica per il banco di formaggi in piazza San Carlo: in teoria dovrebbe salvare i commercianti, ma in realtà li fa solo litigare. Con qualcuno che protesta per la violazione del decoro cittadino. Ma cosa è successo a Torino?

In pratica in una delle piazze simbolo torinesi, sotto i portici, la Biraghi, azienda casearia che ha affittato l’ex emporio Paissa, ha allestito due banchi dove vende formaggi, salumi, birre artigianali, biscotti e marmellate. Ma non solo: il mercatino è segnalato da un gigantesco cartellone pubblicitario, tutto colorato e con su scritto “Spendi 10 euro, ricevi 30 euro”. Anzi, sono due i totem pubblicitari annessi ai banconi.

Questo mini bazar è stato, ovviamente, autorizzato dal Comune: ogni sera, dopo il tramonto, viene smontato e riposto nei locali vuoti dell’ex Olimpic dai dipendenti.

La cosa, però, non è piaciuta al resto dei negozianti di piazza San Carlo che si sono recati a Palazzo Civico per protestare. In prima linea si è schierato Nicola Cesaro, proprietario del Caffè Torino, il quale ha ribadito che piazza San Carlo è un simbolo da preservare e che quel banco rovina il decoro. E poi affonda sostenendo che se Biraghi voleva lavorare come al mercato, poteva andare a Porta Palazzo.

Cesaro ha poi spiegato che la sua contrarierà non si basa su ragione economiche, Biraghi non gli fa concorrenza. Tuttavia con la scusa dell’emergenza sanitaria non può essere sacrificata l’immagine della città. Turisti e clienti sono basiti da “quell’obbrorio” e si chiede perché il Comune abbia deciso di autorizzarlo.

Cesaro ha anche scritto ad Alberto Sacco, assessore al Commercio, il quale ha concesso l’espansione commerciale dei negozi in strada e la moltiplicazione dei dehor (ricordate le polemiche torinesi relative ai dehor che, togliendo parcheggi, finivano col scoraggiare i clienti?). Così facendo, qualsiasi tipo di bottega può occupare gratuitamente fino a 250 metri quadrati all’esterno, almeno fino a fine pandemia.

E Biraghi ha semplicemente approfittato dell’opportunità, scatenando però le ire dei vicini. In effetti Biraghi, tramite una nota, ha specificato che loro hanno rispettato le normative del Comune, ricevendo anche un parere positivo preventivo da parte dell’Intendenza delle Belle Arti. Anche loro avrebbero preferito continuare l’attività all’interno dei locali, fra l’altro appena restaurati con notevoli investimenti, ma tale situazione temporanea mette d’accoro le regole sanitarie, il rispetto dell’estetica e anche la sopravvivenza degli esercizi commerciali.

La nota non ha però convinto i vicini. Anche Armando Declen del bar Mokita ha ribadito che l’eleganza del centro deve essere preservata.