di Marco Locatelli 6 Maggio 2020
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In una pizzeria di Torino i clienti ordinavano la pizza a domicilio, ma in realtà a casa non arrivano cartoni fumanti ma delle dosi di cocaina. Arrestate sei persone dai carabinieri nell’hinterland torinese, accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio, nonché estorsione.

A scovare il business un’indagine condotta dai carabinieri di Ciriè grazie a una serie di pedinamenti e riprese video. Per comunicare con i clienti i sei criminali utilizzavano un linguaggio in codice che simulava la vendita di pizza e birra presso un ristorante gestito da uno del gruppo, che funzionava come copertura.

Il recapito della droga, su richieste via telefono o tramite messaggi sulle più popolari piattaforme di messaggistica, avveniva con le modalità di una comunissima consegna a domicilio di cibo. Le sostanze stupefacenti non erano però conservate all’interno del ristorante ma in una zona boschiva impervia, da cui gli spacciatori prelevavano la droga di volta in volta in base alla dose richieste dai clienti.

Secondo le stime dei carabinieri, i ricavi mensili derivanti dalla vendita di cocaina sono di circa 50 mila euro. I militari, nel corso delle indagini, hanno arrestato 4 pusher, sequestrato dosi per circa 50 grammi e recuperato 24 mila euro in contati.