di Valentina Dirindin 16 Gennaio 2021
trattoria cerere

Una giovane ristoratrice torinese, Francesca Lazzarin, ha deciso ieri di aderire alla discussa manifestazione di protesta “Io Apro”, e di tenere aperto per i clienti il suo ristorante, la Trattoria Cerere, con tanto di annuncio su Facebook.

Tante le prenotazioni ricevute per la serata, alla quale però è intervenuta anche la polizia municipale, che ha immediatamente interrotto la cena sul nascere accertando l’illecito amministrativo e multando la ristoratrice.

Chiusura immediata del locale e sospensione della licenza per i cinque giorni, oltre a una multa di 300 euro per mancato rispetto delle norme per il contenimento del Coronavirus.

La ristoratrice, diventata un po’ il simbolo dell’andamento di questa protesta, ha più volte affermato di essere disperata, con il conto in rosso e di aver aderito alla protesta perché, a questo punto delle chiusure, non ha più niente da perdere. I clienti sono stati costretti a uscire dal locale prima di cenare, e hanno insistito per pagare il conto, contribuendo agli incassi del ristorante e quindi al pagamento della multa.

Ma Francesca ha spiegato che preferiva ricevere quei soldi quando il suo ristorante sarà finalmente aperto a tutti gli effetti. La trattoria, aperta nel 2012, e ora – come tutte – chiusa forzatamente per il Coronavirus. “Siamo messi peggio di quando abbiamo aperto”; spiega Francesca per far comprendere la sua situazione. “Chiediamo solo di lavorare”.

[Fonte: Torino Today]