di Valentina Dirindin 18 Settembre 2019
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TripAdvisor, nel solo 2018, ha bloccato più di un milione di recensioni false, e si tratta ovviamente di un numero per difetto, visto che include solo quelle recensioni che il sistema effettivamente è riuscito a smascherare.

Come qualsiasi ristoratore afferma, il problema delle recensioni false è uno dei problemi più fastidiosi della piattaforma che ha reso la critica gastronomica alla portata dell’uomo della strada: chi controlla i profili che fanno le recensioni? Chi mi assicura che dietro a quel voto negativo non ci sia il mio vicino di serranda, arrabbiato perché i miei affari vanno meglio dei suoi? Evidentemente, un controllo c’è ma – per molti, moltissimi ristoratori – non è sufficiente. Eppure, come emerge dal Report sulla Trasparenza delle Recensioni pubblicato da TripAdvisor, la piattaforma tenta di bloccare il flusso di commenti falsi che, a ben guardare, sono parecchi: è lo stesso sito ad ammettere che il 2,1% di tutte le recensioni inviate nel 2018 è stato identificato come falso, sottolineando come “la maggior parte di queste recensioni non è mai stata pubblicata”.

Inoltre, il 4,7% di tutte le recensioni inviate al sito è stato respinto o rimosso dalla tecnologia di analisi di TripAdvisor oppure manualmente dal team di moderazione, per motivi diversi e violazioni delle varie linee guida nella pubblicazione delle recensioni. E le altre? Sono state tolte dalla visibilità pubblica prima di creare un danno al ristoratore coinvolto? Perché, che ci piaccia o no, TripAdvisor è in grado di spostare clienti e di conseguenza flussi di denaro, in un senso e nell’altro.

Se è lo stesso sito di recensioni ad ammettere un numero così alto di recensioni false, il problema si conferma esistente e serio (ma ripetiamo che basta parlare con un qualunque ristoratore per rendersene conto). Sicuramente, inoltre, il numero di recensioni “false” è calcolato per difetto, perché i modi per aggirare il sistema di controllo esistono, a partire dal fatto che, banalmente, si può aizzare contro qualcuno che non ci piace una montagna di recensioni negative da parte di parenti e amici che hanno profili attendibilissimi ma che in quel posto non hanno effettivamente mai messo piede.

In più, dal TripAdvisor ha bloccato l’attività di più di 75 siti che tentavano di vendere recensioni, ma abbiamo la netta sensazione che il business delle recensioni a pagamento coinvolga numeri molto ma molto più alti.

E quindi? Quali possono essere le soluzioni? Chiedere di pubblicare fra le foto lo scontrino del pasto, ad esempio (sai che bel sistema di lotta all’evasione?). Ma, più realisticamente, basterebbe mettere dare un’identità più riconoscibile ai recensori di TripAdvisor: in poche parole, far sì che ci mettano la faccia. Siamo certi che, in quel caso, ci penserebbero un minuto di più prima di sparare a zero su locali che non conoscono.
[Fonte: La Stampa]