Come si dice: manca solo l’invasione di cavallette. Dopo i rapporti di geopolitica spericolata, le bombe e il protezionismo dispotico, Trump ci delizia con un’altra trovata: l’aumento della produzione di glifosato negli Stati Uniti. Il 18 febbraio scorso, come riportato dalla rivista Food & Wine, Trump ha firmato un ordine esecutivo (un atto ufficiale che ha valore di legge per l’amministrazione federale) in cui ha definito il glifosato “una pietra angolare della produttività agricola e dell’economia rurale di questa Nazione” e “centrale per la sicurezza economica e nazionale americana”.
In particolare, l’ordine esecutivo chiede al Segretario all’Agricoltura di aumentare la produzione di glifosato incrementando la produzione di fosforo elementare, un prodotto ottenuto a partire da rocce fosfatiche estratte da miniere dedicate, che verranno aperte.
Cosa è il glifosato?

È un erbicida molto diffuso usato in agricoltura a partire dagli anni ’90 per eliminare le erbe infestanti. Il suo uso è controverso anche perché viene utilizzato come essiccante pre-raccolta, cioè spruzzato su alcune colture poco prima della raccolta per farle seccare e maturare in modo più uniforme. Viene usato in questo modo su cereali e legumi; in particolare è noto perché viene impiegato sul frumento di forza (Manitoba & Co.), che crescendo in territori freddi sviluppa più proteine ma rischia di marcire prima della maturazione, a meno che non si acceleri l’essiccazione con il glifosato, appunto.
Ovviamente quest’uso è controverso perché il rischio di permanenza del pesticida nel prodotto che finisce sulla nostra tavola è molto più alto. Altro aspetto da non trascurare è che il glifosato viene usato con più scioltezza sulle coltivazioni OGM progettate per resistere all’erbicida, in modo da diserbare il campo anche quando la coltivazione è già cresciuta (è il caso della soia e del mais negli States).
Negli Stati Uniti il glifosato è conosciuto con il suo nome commerciale Roundup, ed è stato commercializzato da Monsanto, oggi acquistata da Bayer. È stato immesso sul mercato negli anni ’90 e si è subito molto diffuso perché è economico e facile da usare, ma anche perché Monsanto ha saputo fornire agli agricoltori le colture definite Roundup Ready, cioè modificate per resistere al glifosato.
Cosa dice la legge sul glifosato in Europa
Nel 2015 l’International Agency for Research on Cancer (IARC), parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”. Se questo non bastasse, il glifosato uccide le api, i microorganismi del suolo e ovviamente riduce la biodiversità nei campi in cui è usato e nei dintorni. Eppure non siamo ancora riusciti a vietarlo, nemmeno in Europa.
Nel novembre 2023 la Commissione europea ha rinnovato l’autorizzazione del glifosato per 10 anni, quindi fino al 2033, ma applicando il principio di precauzione: gli Stati membri possono vietarne o limitarne l’uso. Inoltre l’uso del glifosato come essiccante è vietato ed è vietato usarlo vicino a luoghi frequentati come parchi, giardini pubblici, scuole e ospedali. Infine la regolazione europea sui residui di glifosato nei cibi è più severa di quella americana.
Negli Stati Uniti la situazione era già molto diversa da quella europea prima dell’intervento di Trump. L’United States Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia principale sul controllo dei pesticidi nel Paese, ha concluso più volte che il glifosato non è cancerogeno per l’uomo se usato secondo le indicazioni. Dunque questo pesticida è legale e usato sia come erbicida nelle colture OGM sia come essiccante.
In sostanza dunque il decreto di Trump è soprattutto un aiuto a Monsanto, che grazie alla collaborazione con il Dipartimento dell’Agricoltura potrà produrre molto più glifosato. L’unica cosa che ci rimane è sperare che nel mondo esista uno zoccolo duro di agricoltori che si rifiuterà di comprarlo.
Trump, al momento, sta affrontando una secessione interna, le cosiddette mamme del movimento MAHA (Make America Healty Again) in cui si identificano molte donne e madri su Istagram e che avevano seguito Trump sulla sua opposizione ai vaccini, tentennano ora nella fedeltà al leader e dopo l’ordine esecutivo sul glifosato si sono dimostrate molto critiche.