di Luca Iaccarino 11 Maggio 2017
pompito

In queste ore si sta chiudendo l’edizione 2017 di Tuttofood, la mega fiera dell’alimentare milanese.

Sia chiaro: Tuttofood è un salone dedicato agli affari, peraltro in uno dei comparti più importati e in espansione del nostro paese. Niente mollezze da gourmet, niente fighetterie da intellettuali.

Già lo slogan dell’evento “Feeding the world, enjoying your business” solo apparentemente evoca le suggestioni dell’Expo: diamo da mangiare al mondo, d’accordo, ma a patto che nessuno si alzi senza aver pagato il conto.

Va benissimo così. È giusto così.

I padiglioni della fiera di Rho sono dominati dai giganti dell’industria alimentare e i piccoli produttori di qualità –che pure ci sono– stanno nell’ombra dei grattacieli brandizzati. Insomma: il tipo di incubo che potrebbe far risvegliare Carlin Petrini in un bagno sudore, gridando “non mi avrete mai!!!”

Io che invece son post-moderno non ho niente contro i big. Anzi. Mi diverto. E oggi, vagando per i corridoi della Fiera, ho notato le seguenti rilevantissime cose:

— Il mondo del food è in mano a copywriter ubriachi. Mi sono appuntato: gli Gnoccolosi, le Melarmonie, il Trinketto, il Birikino, il Pagnotto, il Bufariello, il Cuor di Gnok. Ma l’indiscusso vincitore è il lecca lecca battezzato Pompito.

— La parola “Tradizione” è usata come arma di distruzione di massa. In Italia quando non sai come venirne fuori, scrivi “tradizione” e risolvi tutte le situazioni. Se la trovi una soluzione un po’ bieca, aggiungi “innovazione” prima o dopo (è lo stesso) et voilà.

— Gli slogan sono fatti per suonar bene. Tipo “La nostra storia è anche la vostra”. Poi ci pensi un istante e ti chiedi: ma cosa diamine significa? Abitavamo nello stesso condominio?

— Fin’ora ci siam salvati, ma a vedere Tuttofood l’apocalisse dei piatti pronti sembra imminente. In casa basteranno un surgelatore e un microonde. Così non sprecheremo più tempo a cucinare e guadagneremo un paio di preziose ore al giorno. Che trascorreremo su Facebook.

— Nella classifica dei “Peggiori lavori del mondo” deve essere messo a pieno titolo il “fare il pupazzo a Tuttofood”: Tuttofood è piena di studentessi con addosso un megacostume a forma di peperone, di tomino, di formaggetta, di oliva, di würstel.

Sono travestimenti realizzati in materiali vari accomunati dalla caratteristica di tenere un caldo tropicale. Se sei stato un pupazzo a Tuttofood, fare il rider per le consegne di JustEat ti parrà il paradiso.