Uber Eats si accorda con Chicago: pagherà 10 milioni di dollari per pratiche ingannevoli

Uber Eats dovrà sborsare alla città di Chicago 10 milioni di dollari per evitare di finire in tribunale per le accuse di pratiche ingannevoli.

Uber Eats

Alla fine Uber Eats ha deciso di accordarsi con la città di Chicago: pagherà una somma di 10 milioni di dollari per evitare di dover finire in tribunale per le accuse di pratiche ingannevoli. Chi non ha patteggiato, invece, sono DoorDash e Grubhub: loro andranno per vie legali.

Uber Eats e le pratiche ingannevoli che non piacciono a Chicago

multa

Lo scorso anno la città di Chicago aveva deciso di denunciare sia DoorDash che Grubhub, note piattaforme del food delivery. Le accuse erano quelle di operazioni commerciali illegali. Più precisamente, Grubhub era stata accusata di aver ignorato il tetto massimo relativo alle tasse durante l’emergenza pandemica, mentre entrambe le aziende avevano anche messo in elenco diversi ristoranti senza prima averne chiesto il consenso.

E Uber Eats? Apparentemente sembrava essersi salvato dalla tempesta legale scatenata dalla città, ma adesso Chicago ha fatto sapere perché Uber Eats l’anno scorso non sia stata coinvolta in quella causa legale: Uber Eats ha, in pratica, lavorato insieme alla città per raggiungere un accordo extragiudiziale.

L’accordo in questione prevede che Uber Eats versi 10 milioni di dollari, tanto per cominciare. Ma non è finita qui perché la città di Chicago ha creato un apposito sito web dove potranno registrarsi tutti quei ristoranti che sono finiti negli elenchi delle piattaforme senza il loro consenso. L’accordo, infatti, ha messo a disposizione 500mila dollari da usare come risarcimento per i locali che ne faranno richiesta. La scadenza per iscriversi al sito è quella del 29 gennaio e i pagamenti saranno effettuati entro il 1 marzo.

Un comunicato stampa ha fatto sapere che, grazie a questo accordo, si conclude così un’indagine durata quasi due anni. Un portavoce di Uber Eats ha dichiarato che la loro piattaforma si impegna a supportare i ristoranti partner a Chicago e che sono lieti di lasciarsi alle spale questa vicenda.

Nell’accordo raggiunto, Chicago ha spiegato quali violazioni avesse commessio Uber Eats:

  • aveva inserito sulla sua piattaforma ristoranti non affiliati senza chiedere loro il consenso
  • aveva pubblicizzato in modo ingannevole gli abbonamenti Eats Pass e Postmates Unlimited, sostenendo che la consegna sarebbe stata gratuita o che le spese di consegna erano pari a 0 dollari
  • inoltre Uber Eats aveva affermato che alcuni ristoranti erano presenti solo ed esclusivamente sulla sua piattaforma, collegando fra l’altro il tasto “Ordina” di Uber agli elenchi di ricerca di Google e Google Maps, ma senza avere il consenso dei ristoratori e senza spiegare la situazione ai clienti

Nel comunicato stampa, poi, Uber Eats ha anche sottolineato di aver subito rimborsato i 3.331.892 dollari ai ristoranti di Chicago a cui erano state addebitate commissioni superiori al 15%, in aperta violazione dell’ordinanza che stabiliva un tetto massimo per le tariffe nel caso dell’emergenza pandemica (tale tetto massimo è entrato in vigore nel novembre 2020 ed è finito nell’aprile 2021).

Ciò che differenzia Uber Eats dalle altre due piattaforme coinvolte è che Uber Eats ha ammesso le sue colpe, dichiarandosi sin da subito pronta a collaborare con Chicago per raggiungere un accordo. DoorDash e Grubhub, invece, hanno negato pubblicamente di aver commesso degli illeciti, promettendo di lottare in tribunale.