di Marco Locatelli 19 Febbraio 2020
scaffali supermercato

Novità importanti per quanto riguarda le etichette alimentari per i paesi membri dell’Unione europea. A partire dal primo di aprile, infatti, i produttori saranno costretti a indicare la provenienza degli ingredienti principali solo in alcuni casi.

Una normativa che andrà a stravolgere quanto viene regolamentato oggi dalle leggi del nostro Paese. In Italia è infatti obbligatorio indicare nell’etichetta gli ingredienti primari di alimenti come pasta, riso, latte e passata di pomodoro fornendo così al consumatore finale delle informazioni chiare su quello che andrà a mangiare.

Tuttavia con l’entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario (regolamento esecutivo UE 775/2018) il produttore non avrà più l’obbligo di indicare le materie prime nel momento in cui si rischia di creare confusione nel consumatore, ad esempio, sulla provenienza di un alimento, in quanto vi potrebbero essere diciture, illustrazioni, simboli o termini sulla confezione che si riferiscono a luoghi geografici.

Facciamo un esempio pratico: se su una confezione viene riportato un simbolo di una nazione, ad esempio il tricolore per l’Italia, ma alcuni ingredienti utilizzati non vengono dallo stesso Paese, allora è necessario specificare la provenienza delle materie prime. In caso contrario ciò non sarà più obbligatorio. Ovviamente tutto sarà subordinato da eventuali provvedimenti in merito da parte dell’attuale governo (in Francia, ad esempio, è stata già chiesta una proroga per i suoi decreti di origine). Tuttavia tutti gli stati membri, ad eccezione di Germania e Lussemburgo che si sono astenuti, hanno approvato il nuovo regolamento.

In Italia, dunque, potrebbe saltare l’obbligo di indicare l’origine degli ingredienti primari per pasta, riso, latte a passata di pomodoro. Il regolamento non si applica invece ai prodotti Dop, Igp e Stg ne a quelli a marchio registrato che in qualche modo indicano già chiaramente la provenienza di un prodotto.