Anche se qualcuno in controtendenza sceglie Venezia, il matrimonio vip ma pop è indubbiamente in Puglia: da Justin Timberlake, convolato a nozze nel lontano 2012 ed ora già in odore di divorzio, a Lorenzo Leclerc (fratello del pilota della Ferrari), che si è sposato a Lecce l’anno scorso a furor di jet set internazionale.
Devono aver pensato a questo nel reparto marketing esperienziale di KFC quando hanno organizzato il matrimonio pugliese targato KFC. L’altra cosa che sicuramente hanno pensato è che a qualcuno poteva far comodo un aiutino economico. Mi dicono che il bollettino del matrimonio tipo si aggiri ora sui 45 mila euro, o almeno così diceva una coppia l’altra sera ad Affari Tuoi (sì, il caldo e le vacanze forzate in famiglia fanno fare cose impensabili come guardare Affari Tuoi). Anche se, a dire il vero, questo dell’aiutino economico è una nostra malevola supposizione, che non si deduce in alcun modo dal comunicato stampa inviato dall’azienda. O tempora, o mores!
Come ha funzionato il “ricevimento firmato KFC”
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Insomma, lo scorso 16 luglio, a Sternatia, una cittadina in provincia di Lecce, è stato celebrato un matrimonio in pieno stile pugliese: 250 invitati in una villa privata del XIX secolo. Il ricevimento di matrimonio in pieno stile pugliese – mi dicono i molti amici locali – prevede innanzi tutto di estendere l’invito fino alla settima generazione del parentado, perché se non ci sono almeno duecento invitati non ci si sposa.
L’altro aspetto del ricevimento di matrimonio pugliese perfetto è la lussuria gastronomica: specialità locali come salumi e latticini a profusione e bancali di pesce crudo solleticano solo lo stomaco prima di andare a tavola con i canonici antipasti, tre primi, due secondi e quattro contorni. E poi la torta, il tavolo dei dolci e la confettata che permettono di arrivare alla fatidica mezzanotte, in cui un languorino acchiappa lo stomaco degli invitati, che non possono esimersi dalla tradizionale spaghettata di mezzanotte.
Ora è proprio qui che si sono inseriti quelli di KFC, sostituendo la spaghettata con i bucket di alette fritte formato famiglia (è proprio il caso di dirlo). Insomma, alla fine del tour de force gastronomico sono arrivati i barattoloni a strisce pieni di pollo croccante e fumante, con cui gli ospiti hanno omaggiato i loro invitati ormai in coma glicemico. C’erano anche la torta a forma di bucket, e perfino i camerieri con le divise KFC.
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Il tutto con qualche compromesso per gli sposi: una bella vela matrimoniale brandizzata KFC, e un paio di magliette pubblicitarie “Due cuori e un bucket” da sfoggiare durante la distribuzione. In fondo il cambio d’abito per la sposa è un must ormai anche nei matrimoni sotto i 40 invitati.
In cambio gli ospiti hanno avuto sul palco del loro matrimonio non il classico cantante a cottimo che tira fuori i successi di Al Bano e Romina Power per quel tocco di cultura pop locale che ha sempre il suo perché, ma niente meno che gli Après La Classe, anche loro local, ma più cool.
Marito e moglie hanno dichiarato che il bucket di KFC [n.d.r. il bidone di carta in cui si serve il pollo fritto] è stato da sempre alla base della loro relazione: dai momenti felici in viaggio fino ai momenti difficili, in cui tuffarsi nel consumo sfrenato di pollo ha rappresentato una consolazione.
E allora che dire: che il futuro porti solo bucket di festeggiamento agli sposi! E qualche pastiglia per il colesterolo.