Il raccolto di angurie israeliane è fortemente a rischio, messo in ginocchio da un’insieme di fattori per lo più climatici: il freddo anomalo di questa primavera, e in generale il poco sole, hanno gravemente danneggiato l’impollinazione e portato a un forte calo dei raccolti. A questo si è aggiunta un’epidemia del virus delle cucurbitacee, che quest’anno si è diffuso a livelli significativamente superiori alla media e sta infettando i campi in tutto il paese.
I danni si sono fatti sentire soprattutto nelle regioni di coltivazione precoce nelle zone più calde, tra cui la parte settentrionale della valle del Giordano e la valle di Beit She’an, che hanno prodotto un raccolto molto scarso di angurie precoci a maggio.
Secondo i dati di KANAT, il Fondo di assicurazione contro i rischi naturali in agricoltura, sono stati finora autorizzati alla distruzione oltre 1.000 dunam (circa 100 ettari) di coltivazioni di angurie, pari a circa il 10% della superficie totale coltivata ad angurie in Israele, con danni per gli agricoltori già stimati in milioni di shekel.
Cos’è il virus delle cucurbitacee
Di per sé, il virus delle cucurbitacee non è nulla di insolito, è anzi qualcosa con cui gli agricoltori si trovano ad aver a che fare ogni anno. Eppure, questa stagione l’epidemia del virus in Israele è stata da cinque a sei volte superiore alla media. Il motivo, secondo il KANAT, è legato sia alle condizioni meteorologiche che alla crescente capacità di resistenza del virus.
Il virus – che non è pericoloso per l’uomo – influisce sulla consistenza e sul sapore del frutto, rendendo le angurie farinose, dall’aspetto acerbo e talvolta caratterizzate da polpa bianca o striature gialle che le fanno sembrare troppo mature. Di fatto, le rende poco appetibili e quindi non commercializzabili.
Nessun caso in Palestina
Di contro, il virus così diffuso in Israele da rovinare un’intera stagione di raccolti delle angurie pare non aver intaccato i campi palestinesi. Il Ministero dell’Agricoltura palestinese ha confermato domenica che non sono stati riscontrati casi del virus che sta mettendo in ginocchio la vicina agricoltura.
Il Ministro ha spiegato che le importazioni di angurie nei mercati palestinesi non avvengono regolarmente, ma solo quando necessario per sopperire alle carenze della produzione locale e sono soggette a specifiche normative di monitoraggio e condizioni imposte dal ministero prima che il prodotto sia autorizzato ad entrare nel mercato. Inoltre, ha invitato gli agricoltori a continuare a monitorare i propri campi, a effettuare le necessarie operazioni di irrorazione e a mantenere i contatti con i team del ministero per ricevere assistenza tecnica, raccomandando loro di evitare di avvicinarsi ai campi di angurie infetti o di utilizzare gli stessi attrezzi agricoli durante le operazioni di irrorazione, aratura o raccolta, per prevenire la diffusione del virus tra i campi.