di Marco Locatelli 29 Aprile 2020

Gli impianti di lavorazione della carne devono continuare a garantire il loro servizio negli Stati Uniti d’America. Con una ordinanza il presidente USA Donald Trump ha fugato ogni dubbio circa la possibile serrata degli stabilimenti dopo che, alcuni, hanno deciso di chiudere per via di diversi casi di covid-19 tra i dipendenti.

Troppo rischioso, secondo il Tycoon, stoppare l’industria alimentare della carne in un periodo di emergenza come questo, durante il quale le forniture alimentari interne sono ancora più importanti. E, in effetti, stando al grido d’allarme lanciato alcuni giorni fa dalla Tyson Foods (uno dei maggiori produttori di carne degli USA) la catena di approvvigionamento negli Stati Uniti sta cominciando a scricchiolare per via delle chiusure di diversi impianti di lavorazione. Chiusure che si traducono in perdita di milioni di chili di carne. “Gli allevatori – avverte Tyson Foods – si troveranno quindi a non aver nessun posto dove vendere il loro bestiame per essere trasformato”.

“Data l’elevata concentrazione della lavorazione di carni e pollame in un numero relativamente piccolo di impianti, la chiusura di uno di questi può distruggere la nostra catena di forniture e avere impatto sugli agricoltori e sugli allevatori” si legge nel decreto, come riporta l’Ansa.

Il presidente ha chiesto quindi aiuto al Dipartimento dell’Agricoltura di monitorare la situazione per fare in modo che gli impianti continuino a lavorare senza alcuna interruzione.

Nel frattempo, in Giappone, il governo ha deciso di varare una legge per proteggere la carne Wagyu, fra cui anche il famoso manzo di Kobe, la cui qualità e patrimonio genetico vengono minacciati dal commercio illegale e dal contrabbando.