di Valentina Dirindin 2 Novembre 2019
cameriera italiana

Quasi un quinto dei nuovi posti di lavoro in Usa viene offerto dal settore food & beverage. Parlano chiaro i dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics, l’Ufficio di statistica del lavoro statunitense, e sottolineano l’importanza del mercato della ristorazione negli Usa.

Dei 128.000 nuovi posti di lavoro non agricoli creati in ottobre, infatti, secondo il rapporto sull’occupazione odierna, 47.500 erano destinati a servizi di ristorazione e somministrazione di bevande. Il trend, a ben guardare, riguarda un periodo di tempo molto più ampio: dei 20 milioni di nuovi posti di lavoro proposti da fe.bbraio 2010, quelli che hanno posizionato nuovi lavoratori nel food & beverage sono circa 3 milioni (pari al 14% del totale).

Dati così significativi che, riportandoli, Bloomberg non può che pontificare “Nel  futuro lavoreremo tutti nel settore alimentare”. Tuttavia, non è tutto rosa e fiori: a leggere i dati statistici si può ad esempio notare che i  lavori nei servizi di ristorazione non pagano così come i lavori manifatturieri e offrono orari di lavoro tutt’altro che regolari. Le leggi sul salario minimo e altri sforzi politici potrebbero essere in grado di aumentare un po’ la paga settimanale media (che in ottobre ha oscillato tra i 389 e i 1198 dollari), ma ci sono limiti perché la crescita della produttività, nonostante il boom, resta lenta.

[Fonte: Bloomberg]