di Valentina Dirindin 18 Marzo 2021
ristorante

Dati inaspettati arrivano dagli Usa, dove pare che l’imprenditoria della ristorazione stia già arrivando a un giro di boa, con le nuove aperture che iniziano ad arrivare ai livelli del periodo pre pandemia. Non è ancora tempo di disperarsi, dunque, nonostante le tante difficoltà che il settore della ristorazione ha vissuto e sta ancora vivendo in quest’anno difficilissimo.

I dati, riportati dal New York Times, sono quelli di un’analisi di fine anno di Yelp, il portale di prenotazioni online e recensioni. L’azienda ha fatto sapere di aver contato negli ultimi tre mesi del 2020 18.207 nuovi ristoranti, elencati per la prima volta nel suo portale.

La cifra è pari a solo il 4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. E, figlio dei tempi che stiamo vivendo, è in particolar modo il dato riguardante i ristoranti incentrati su delivery e asporto, inclusi i food truck, il cui numero risulta addirittura essere aumentato rispetto allo stesso periodo dell’era pre-Covid. Evidentemente, nonostante il momento, c’è chi corre il rischio di aprire un nuovo locale.

Al punto da sopperire alle chiusure, che di certo in quest’annus horribilis non sono state poche: secondo un sondaggio condotto dalla National Restaurant Association, il 17% dei ristoranti negli Stati Uniti aveva chiuso definitivamente a fine 2020. Ma il mercato evidentemente non è morto, semplicemente si sta evolvendo, e ancora non sappiamo in che parte questa evoluzione sarà permanente.

Secondo il New York Times, molte delle persone che hanno aperto ristoranti durante la pandemia affermano che non aver mai operato in condizioni normali dà loro alcuni vantaggi. Banalmente, perché possono partire con un approccio diverso: costi inferiori, meno personale, formule più snelle e flessibili. Insomma: la ristorazione (non) è morta, lunga vita alla ristorazione.

[Fonte: New York Times]

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