di Marco Locatelli 19 Novembre 2019

Nelle edicole di Varese è arrivato un ricettario un po’ particolare, chiamato “Cucinare al Fresco”. Si tratta di una rivista originale e ricca di significato, poiché a consigliare i piatti descritti sulle sue pagine non sono dei popolari chef ma i detenuti di alcuni istituti lombardi.

“Cucinare al fresco – spiega il direttore dell’Istituto di Varese, Carla Santandrea – nasce da un laboratorio creato tra le mura del Carcere di Varese come esperienza per rimettersi in gioco attraverso al cucina scelta come linguaggio che unisce e come idea che è possibile compiere dei passi per un riscatto futuro”.

La rivista, coordinata da Arianna Augustoni, approda nelle edicole per la seconda volta, con un numero autunnale dalla grafica rivisitata a tema autunnale. Il progetto non solo è un’importante occasione di riabilitazione per i detenuti, ma offre loro anche l’opportunità di esplorare la scrittura esprimendo le proprie idee ed esperienze declinate da un punto di vista gastronomico.

In questo secondo numero diverse proposte di piatti a base di prodotti autunnali, come la cassoeula alla pavese e la variante cilena, i dolci con le castagne e la pasta con la zucca. Il ricavato della rivista viene reinvestito per stampare i numeri successivi della stessa.

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