di Valentina Dirindin 29 Gennaio 2020
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Un braccialetto anti alcol per evitare di servire bevande vietate ai minorenni: l’idea è venuta a un bar di Venezia, che ha dato la sua personalissima questione a quello che in effetti è un problema non sempre di facile gestione.

L’alcol ai minorenni, infatti, non dovrebbe essere servito nei locali: ma come si può distinguere un under 18 in un bar affollato dalla movida del sabato sera? In effetti, è improbabile pensare che un barista riesca sempre a chiedere il documento d’identità (come dovrebbe fare) o che possa basarsi solo sull’aspetto fisico per decidere se il cliente che ha davanti ha l’età giusta per bere (c’è davvero una differenza visibile a occhio nudo tra un sedicenne e un ventenne?).

E così che L’Orage, un grande e frequentato bar di Santa Margherita, ha avuto un’idea semplice ma potenzialmente rivoluzionaria: consegnare, all’ingresso del locale, un braccialetto (di quelli che per essere tolti vanno strappati, come quelli che si usano nei villaggi vacanze) che permetta di distinguere chi è maggiorenne da chi non lo è. L’onere della verifica del documento, così, passa allo steward alla porta, e non al barman, che è impegnato a fare e servire i cocktail. “Il sistema ha funzionato benissimo”, spiega il gestore del locale. “In questo modo si velocizza tutto. Il barista, nella confusione delle ordinazioni al banco, non deve chiedere la carta d’identità a tutti i giovani che potrebbero non avere 18 anni, basta che si faccia mostrare il braccialetto”.

[Fonte: Il Gazzettino]