Ormai sono anni che, alla vigilia dell’uscita della Guida Michelin Italia, una falange di tifosi, noi compresi, se ne escono con l’auspicio che finalmente sia la volta buona di vedere una pizzeria stellata. Se ne parla in ogni singolo pezzo sui pronostici per la guida gommata, e ormai abbiamo capito che con ogni probabilità dovremo aspettare il successore di Sergio Lovrinovich per vedere esaudito il nostro sogno.
E dire che i candidati non mancano, dai Tigli di Simone Padoan a Franco Pepe, e se nel resto del mondo i macaron a street food e proposte più informali del fine dining non mancano, per le pizzerie quel traguardo sembra ancora lontano. O almeno così credevamo, perché, a quanto pare, il premio “Pizzaiolo Stellato” esiste, e noi finora ce l’eravamo perso.
Il mondo dei “Pizzaioli Stellati”

Sì, perché se la più prestigiosa guida ai ristoranti del mondo si ostina a non voler dare le stelle ai pizzaioli, i pizzaioli fanno da soli. Dev’essere stato questo lo spirito con cui è nato il progetto “Pizzaiolo Stellato” e relativo portale, un sito che solo ad avvicinarsi farà drizzare le antenne a tutti gli antivirus e sistemi di protezione del vostro PC, ma voi proseguite con sprezzo del pericolo, perché ne vale la pena.
“Pizzerie Stellate e Pizzaioli Stellati nasce con lo scopo di racchiudere in una guida on line e successivamente cartacea tutte le pizzerie e i pizzaioli meritevoli di essere stellati, suggerendo al cliente finale, attraverso vari canali di comunicazione social e quotidiani locali, le pizzerie e i pizzaioli che si sono distinti per il rispetto degli standard qualitativi, igienici e professionali e lo fa attraverso degli ispettori qualificati dislocati su tutto il territorio nazionale, tenendo conto anche della qualità delle materie prime , del servizio e della location.”
Tutto chiarissimo, così come il ruolo e l’attività dell’ispettore: “Il compito dell’ispettore è quello di presentarsi in incognita nei locali segnalati o scelti dalla stessa guida e valutare in primis la pizza ma anche il locale e la postazione del pizzaiolo. In un secondo momento, dopo essersi qualificato, previa autorizzazione da parte del titolare o del pizzaiolo porrà alcune domande sul metodo di lavoro. L’ispettore si avvale di una scheda valutativa precompilata e successivamente inviata agli amministratori della Guida alle Pizzerie Stellate.”
A ben vedere, molto più chiaro del processo decisionale di Michelin, che ormai ha fatto del mistero del suo operato parte del suo fascino. La differenza tra Pizzerie Stellate e Pizzaioli Stellati non è dato saperla, ma le pagine relative alle pizzerie non sono comunque raggiungibili, e in entrambe le categorie si può ambire a una, due o tre stelle: insomma, l’ispirazione è proprio quella.
Ora, a portarci alla scoperta di questo mondo parallelo è stata una notizia di cronaca, in cui si riportava la brutta notizia di una spaccata da parte di malviventi nella “pizzeria di uno chef stellato”. Permetteteci un attimo di serietà nel considerare che se dei giornalisti, per quanto chiaramente non esperti nel settore gastronomico, prendono un abbaglio del genere, presentando come chef stellato qualcuno che, pur bravissimo, non ha nulla a che vedere con la Michelin, significa il problema della chiarezza verso il consumatore esiste, e a quanto pare non è l’unico caso.
Il mondo delle guide gastronomiche pezzotte infatti ci serve un’altra perla: “Peperoncino Rosso – la guida stellata” così è riportato sulle targhe da appendere nei ristoranti. Un mix tra Michelin e Gambero Rosso per una guida fortemente orientata sul mondo pizza e che, di nuovo, attribuisce il titolo di “pizzaiolo stellato”. Due guide diverse? Un’evoluzione? Non si sa, ma nel vuoto lasciato dalla guida rossa che continua a snobbare la pizza, qualcuno ha pensato di farsi giustizia da solo.

