di Marco Locatelli 9 Settembre 2020
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Il vigile capo della Polizia locale di Lavena Ponte Stresa, in provincia di Varese, si faceva consegnare dai commercianti cibo in cambio di favori, come multe “evitate” o il disbrigo di pratiche amministrative.

L’uomo, Stefano Ceratonio, 64 anni, è stato denunciato e ora si trova agli arresti domiciliari. Per il suo particolare modus operandi veniva soprannominato da tutti “il mangione” e ora l’accusa di corruzione. Insieme al vigile, altre quattro persone nei guai: tre ambulanti di origine magrebina e un ristoratore cinese.

A far scattare le indagini un esposto in Procura a cui poi sono seguiti i controlli della Guardia di Finanza di Luino. A portare a galla i comportamenti illeciti del vigile i documenti amministrativi e contabili, appostamenti e pedinamenti da parte delle Fiamme gialle. Il “mangione” inoltre, secondo le indagini, porterebbe avanti questa sua particolare iniziativa da diversi anni.

Il giorno del mercato a Lavena Ponte Stresa era, secondo la Procura, il momento più importante per il vigile, che limitava i suoi controlli nei confronti degli ambulanti “amici” in cambio di grandi borse stracolme di prodotti alimentari di ogni tipo.

Mentre, al contrario, agli ambulanti che non si prestavano alla corruzione, Cerantonio effettuava controlli molto rigidi. Il vigile, difeso dall’avvocato veresino Marco Lacchin, non ha ancora rilasciato dichiarazioni.

 

 

 

 

 

 

FONTE: Il Corriere della Sera