di Marco Locatelli 14 Ottobre 2019
Chianti

Il vino Chianti contraffatto nelle modalità più disparate e venduto su diversi canali online: dal Chianti in polvere a quello al mirtillo rosso. Una gigantesca frode che il Consorzio Vino Chianti ha deciso di contrastare affidandosi ad una agenzia specializzata da due anni a questa parte.

In questo periodo il marchio è riuscito a tutelarsi con ottimi risultati. Da gennaio a settembre 2019, Griffeshield – questo il nome dell’azienda contattata dal consorzio – ha scovato oltre 15.600 minacce, e di queste ne ha rimosse 10.700.

Nella maggior parte dei casi si è trattato di violazioni del marchio Chianti, come la vendita di bottiglie di vino ed etichette contraffatti. Tra le modalità principali di truffa il “wine kit”, ovvero dei preparati in polvere dal costo di 1 euro a bottiglia grazie ai quali è possibile realizzare del vino in casa. Solo di questi ne sono stati trovati e rimossi circa 6 mila.

Come già scritto, il canale principale per la commercializzazione di questi prodotti contraffatti il web, come i siti Italian Chianti style, Original Chianti, Vintners Reserve Chianti e World Vineyard Italian Chianti, seguiti dalla popolari piattaforme di e-commerce come eBay e Amazon.

Il fenomeno è però in diminuzione: dalle 71.891 minacce rilevate online alla fine del terzo semestre 2018, si è passati alle 15.638 nello stesso periodo dell’anno in corso. Il paese dove la situazione è peggiore e manca collaborazione per contrastare i frodatori sono gli USA, non bene nemmeno nel Regno Unito, principale Paese dove si vendono i wine kit. Al 100% invece il successo nel bloccare le attività illecite in Cina.

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