di Marco Locatelli 24 Aprile 2020
vino

La chiusura di bar e ristoranti causa coronavirus non solo sta arrecando un enorme danno economico agli stessi locali – che vedono crollare il loro fatturato – ma anche ad attività che senza il mondo della ristorazione perdono buona parte dei loro canali di vendita, come per il vino di qualità.

Secondo l’ennesimo allarme lanciato da Coldiretti sulla base delle previsioni dell’OIV (Organizzazione mondiale della vite e del vino), la chiusura di caffè, hotel e ristoranti per arginare la pandemia di Covid-19 potrebbe portare a un taglio del 50% del valore delle vendite di vino in Europa.

“A pesare – sottolinea la Coldiretti – è il lockdown della ristorazione ma anche l’azzeramento del flusso turistico che non sono compensati dall’aumento delle vendite nei supermercati dove l’offerta è più orientata a prezzi bassi e un’offerta su prodotti di più largo consumo”.

Un andamento che penalizza ovviamente anche l’Italia, il principale produttore mondiale di vino davanti a Francia e Spagna, che insieme rappresentano il 25% del consumo mondiale di vino. In Italia quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo del fatturato con l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone per un giro d’affari di 11 miliardi.

Per tentare di arginare lo tsunami economico che sta colpendo il settore vino, a livello nazionale la Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti “ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni italiano finanziando un piano straordinario di comunicazione sul vino”, sottolinea Coldiretti.