Vino, la cantina che fa etichette in braille per i non vedenti

Una cantina dell'Alta Langa, in Piemonte, ha messo in commercio del vino con le etichette in braille per andare incontro ai non vedenti.

vino bianco

Capita sovente, nel mondo del vino, che la filosofia produttiva di una cantina si declini in base alle esperienze, belle o brutte che siano, del proprio fondatore: è il caso dell’azienda vitivinicola Roccasanta di Perletto, in Piemonte, lanciata dal suo proprietario Pietro Monti verso una direzione di sensibilità e inclusività grazie all’introduzione di etichette in braille, che permette ai non vedenti di leggere il nome della sua azienda sulle bottiglie prodotte.

vendemmia

Pietro Monti, 36 anni, ha perso la vista una decina di anni fa in seguito a un incidente stradale. Nei filari dell’Alta Langa, tuttavia, ha trovato la determinazione necessaria a continuare a inseguire i suoi progetti in modo da poterli realizzare. E il suo impegno è stato ben riconosciuto: la sua azienda, nel contesto del concorso internazionale Mondial des Vins Extremes, ha ricevuto una medaglia d’argento per il suo Langhe Nebbiolo, e l’Oscar Green promosso da Coldiretti nella categoria ‘Creatività’, vinto proprio grazie all’introduzione dell’etichetta in braille.

“Il messaggio che voglio trasmettere è quello di non fermarsi alle prime impressioni”, afferma Pietro Monti. “Bisogna andare avanti senza pregiudizi sulla disabilità. Il consumatore deve sapere che il vino è prodotto da una persona non vedente e che questa sta comunicando con lui”. L’imprenditore ha voluto dedicare qualche parola dolce anche alla sua preziosa collaboratrice Francesca Di Giusto, enologa che lo affianca in cantina e che, per l’appunto, gli ha dato l’idea dell’etichetta in braille. “Lei più di tutti è capace di superare le barriere della disabilità interagendo con me ogni giorno, sostenendomi e dandomi idee preziose per concretizzare nuovi progetti”.