di Dissapore Dissapore 21 Aprile 2021
vino

Il rapporto con il vino in pandemia cambia, diventa più profondo e più esteso: lo rivela uno studio condotto da Sommelier Wine Box, secondo cui i consumi casalinghi sono aumentati, e non in maniera uniforme. Chi beveva già abbastanza ha confermato le sue abitudini, ma chi consumava poco o pochissimo vino ha incrementato in maniera significativa. La ricerca è stata condotta su un campione di 700 persone,  tramite questionario. La richiesta era di descrivere le abitudini prima, durante e dopo il lockdown.

Prima di marzo 2020, il 73% delle persone di età compresa fra 25 e 34 anni e il 66% tra i 35 e i 44 anni consumava una bottiglia di vino in un periodo che va tra i 3 giorni e la settimana. In lockdown il 59% ha segnalato un qualche tipo di variazione: in positivo per il 48%, mentre l’11% ha dichiarato di aver bevuto meno di prima.

Per quattro riguarda le occasioni di consumo di vino, tra chi faceva fuori una bottiglia ogni 1 o 2 giorni, il 61% ha rilevato un cambiamento; percentuale che sale al 92% tra chi consumava una bottiglia ogni 1 o 2 settimane. Riguardo al luogo, naturalmente sono crollati i consumi fuori casa e saliti quelli tra le mura domestiche. Infine, come per altri settori balza in avanti l’abitudine degli acquisti online, con il 28% degli intervistati che ha dichiarato di aver iniziato a comprare vino su internet. Molto poco considerato il canale dei supermercati generalisti e degli e-store, in aumento chi si rivolge a siti specializzati.

[Fonte: Food affairs]