Vino: la Puglia punta sul biologico, mentre un quinto della produzione nazionale viene dal Sud

La Puglia sta crescendo come grande realtà del vino biologico nazionale, grazie anche alla crescita dell'export negli ultimi cinque anni.

vigneto

Quando si parla dell’Italia del vino si va immediatamente a pensare a Toscana, Veneto e Piemonte come motori trainanti del settore, finendo per dimenticare tra le righe le produzioni del Sud; e in base a quanto emerso da un studio redatto da Nomisma-UniCredit si può concludere che equivale a sottovalutare un coefficiente importante della filiera nazionale. Si calcola, infatti, che le regioni continentali del Meridione contribuiscano a più del 20% della produzione nazionale, con la Puglia che spicca per la propria volontà di puntare sulla qualità del prodotto favorendo in particolare la produzione biologica.

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Il vigneto del Tacco dello Stivale è infatti terzo a livello nazionale per estensione dedicata al biologico (dietro solo a Sicilia e Toscana), sintomo di un’importante crescita del comparto vitivinicolo regionale. Crescita trainata anche dalle esportazioni, che negli ultimi cinque anni hanno registrato un incremento del 46,3%, con Germania, Svizzera, USA e Regno Unito che si profilano come mercati di riferimento e Cina che promette alte potenziali di crescita.

In questo contesto, è facile vedere come il comparto vitivinicolo sia una delle più rinomate eccellenze del territorio pugliese, fungendo da volano per lo sviluppo culturale, occupazionale e turistico della regione. Con il futuro alle porte, però, è importante non perdere l’occasione di far fruttare il lavoro svolto finora: “Per le imprese è fondamentale non perdere l’opportunità del Pnrr per favorire la transizione digitale e sostenibile dei modelli di produzione in modo da intercettare nuove opportunità di valorizzazione dei propri prodotti” ha commentato a tal proposito Leandro Sansone, Responsabile Territorial Development per il Sud di UniCredit.