di Marco Locatelli 23 Luglio 2020

Il Cannonau, il vitigno simbolo della Sardegna, rischia di perdere il suo fattore identitario a causa di alcune nuove disposizioni dell’Unione europea che permetterebbero di produrre il tipico vino sardo in qualsiasi regione d’Italia. Al momento, però, il decreto ministeriale che dovrebbe adeguarsi alle indicazioni Ue è solo in bozza.

Preoccupati e in difesa della sua sardità, gli enologi dell’isola, riuniti nell’Assoenologi Sardegna, lanciano l’allarme.

“Cannonau di Sardegna, Nuragus di Cagliari, Nasco di Cagliari, Giro di Cagliari; Sardegna Semidano – spiega Mariano Murru, presidente dell’Assoenologi Sardegna- non saranno più blindate, ma i vitigni che ne fanno parte potranno essere utilizzati in altri territori e nelle indicazioni in etichetta dei vini prodotti in questi territori al di fuori della nostra isola.

Tra questi vitigni più esposti ci sarà sicuramente il Cannonau, diffuso e commercializzato in altre regioni con altri sinonimi e che gode di grande interesse da parte di altri Consorzi di tutela e dei produttori non sardi, per la maggiore notorietà e quindi appetibilità commerciale rispetto ai sinonimi equivalenti”.

Ma il Cannonau, che per la Sardegna è un prodotto fortemente distintivo, non deve essere prodotto al di fuori dell’isola secondo gli enologi sardi, che sembrano pronti a dare battaglia.

Il danno, oltre che ovviamente economico, sarebbe quindi di identità. In campo anche la Regione: “L’assessore regionale all’Agricoltura, Gabriella Murgia, si sta facendo carico del problema e abbiamo già inviato in assessorato un documento da consegnare alla ministra Teresa Bellanova”, ha fatto sapere Murru.

FONTE: ANSA – Unione Sarda