Vino: la Valpolicella candida la messa a riposo delle uve a Patrimonio Unesco

La Valpolicella ha intenzione di candidare a Patrimonio immateriale dell’umanità Unesco la tecnica di messa a riposo delle uve.

valpolicella uve

La candidatura a Patrimonio immateriale dell’umanità Unesco è un cammino lungo e potenzialmente tortuoso – motivo per cui il Consorzio per la Tutela dei Vini della Valpolicella ci sta lavorando già da tre anni a questa parte. La protagonista degli sforzi del consorzio è la messa a riposo delle uve, una tecnica che – come spiega lo stesso presidente del Consorzio, Christian Marchesini – consiste “lento appassimento delle uve che, appena raccolte, sono poste sulle arele ovvero su dei graticci di canna di palude”. In questo contesto un’importanza particolare è riservata ad aprile 2022, quando di fatto venne costituito il Comitato Promotore della candidatura a patrimonio culturale immateriale, portavoce dello stesso Consorzio e di numerose altre organizzazioni locali, con il compito di “animare il territorio e sensibilizzare i cittadini sul tema dell’appassimento, raccogliendo testimonianze e documentazione storica a comprova delle antiche radici su cui si basa tale tecnica”.

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Tecnica che, naturalmente, è legata a doppio filo con l’evoluzione vitivinicola e culturale del territorio in questione, tanto da qualificare in modo univoco il vino qui prodotto: in altre parole la messa a riposo delle uve è un processo di trasformazione fortemente identitario, che ha accompagnato gli abitanti di generazione in generazione fino all’età contemporanea. In questo contesto il Comitato Promotore si trova ad agire in concomitanza con il Comitato scientifico, organo consultivo di esperti antropologi, enologi e giuristi con il compito di attivare l’articolato processo di studio, analisi e documentazione della tecnica di appassimento dell’uva della Valpolicella, necessario per la redazione del dossier di candidatura; un documento che, al di là dell’ovvio impegno richiesto in termini di tempi e profondità di studi, pretende anche la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei cittadini tramite l’organizzazione di incontri pubblici e altri eventi.

Il processo di riconoscimento della tecnica della messa a riposo delle uve della Valpolicella a Patrimonio Immateriale dell’Umanità è, in definitiva, ancora lungo e in salita: una prima bozza del dossier dovrebbe essere pronta per la fine dell’anno in corso. Contestualmente, vi ricordiamo anche che di recente è stata rilanciata la candidatura del caffè espresso a Patrimonio Unesco.