di Marco Locatelli 19 Maggio 2020

Continua la bagarre fra Regione Puglia e Sicilia dopo che quest’ultima ha autorizzato la produzione di vino Primitivo. Niente vitigno Primitivo per l’etichetta dei vini Dop e Igp fatti in Sicilia. Ad annunciarlo il direttore del dipartimento agricoltura della Regione Puglia, Gianluca Nardone in occasione della IV commissione consiliare sulla tutela del Primitivo pugliese.

“L’atto della Regione Sicilia è legittimo – fa sapere Nardone -, ma i vini Dop e Igp ottenuti lì non potranno avere in etichetta l’indicazione del nome del vitigno Primitivo”. Già il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova aveva confermato la volontà di non consentire la denominazione “primitiva” del vino siciliano.

Dopo che Regione Sicilia ha autorizzato la produzione del primitivo tempo fa, la preoccupazione è serpeggiata tra i produttori vitivinicoli pugliesi. Ma secondo il decreto ministeriale del 13 agosto 2012 in materia di etichettatura di Dop e Igp, l’uso è consentito solo in 7 regioni italiane: Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo, Umbria, Lazio e Sardegna.

“Chiediamo che non vengano commessi gli errori del passato – sottolinea Liantonio, presidente del Consorzio di tutela dei vini doc di Castel del Monte; Mauro di Maggio, presidente del Consorzio del Primitivo di Manduria e Massimo Tripaldi di Assoenologi Puglia – e che si lavori insieme per rafforzare l’immagine della Puglia. La prossima occasione è rappresentata dal decreto Etichettatura, in merito al quale bisogna essere incisivi e predisporre un sistema di tutele che riguardi tutte le 27 denominazioni pugliesi, magari attraverso la creazione di ambiti territoriali”.