di Marco Locatelli 21 Maggio 2020

Il tema della mancanza di lavoratori stagionali stranieri per la raccolta nei campi è di grande importanza nel mondo dell’agricoltura. La manodopera è stata formata per anni e, oggi, svolge un ruolo chiave all’interno della produzioni per tantissime aziende agricole, a tal punto che un produttore vitivinicolo di Termeno sulla Strada del Vino (Bolzano), Martin Foradori proprietario della cantina Hofstätter, ha addirittura noleggiato un jet privato per recuperare otto lavoratrici romene.

Decisamente una soluzione estrema, di fronte ad un problema che pare però altrettanto estremo, come evidenzia la metafora azzardata dal titolare dell’azienda bolzanese: “È come avere un concerto alla Scala senza i violini, mi ha detto Martin con una frase che ha del commovente – racconta la responsabile marketing Renza Zanin ai microfoni di Il Dolomiti – la loro è una danza tra i filari, un lavoro che hanno imparato in dieci anni di formazione e che risulta decisivo per le sorti dell’annata e di quella successiva. Per questo Martin ha fatto di tutto per cercare di ‘riavere le sue donne'”.

Le donne erano partite dalla Romania con un pulmino direzione Bassa Atesina, ma alla frontiera ungherese si sono viste rifiutare il permesso di passare, nonostante il “corridoio verde” istituito dalla Commissione europea per garantire lo spostamento dei lavoratori stagionali verso i Paesi dove prestano la loro manodopera ogni anno. Dopo due settimane di telefonate per cercare di risolvere il problema, il viticoltore termenese alla fine ha dovuto fare da solo e attivare un jet privato che dall’aeroporto di Bolzano è atterrato a Cluj (Romania) per portare le otto lavoratrici a Termeno.

“Per questo periodo economico una spesa non indifferente e forse anche folle ma senza questo il futuro delle mie vigne sarebbe segnato – continua Foradori – non avevo alternative.[…] Qualcuno potrebbe obiettare che mi sarei potuto rivolgere ai numerosi disoccupati presenti nel territorio ma non è così. Ci abbiamo anche provato ma chi abbiamo ingaggiato per fare una prova dopo due ore se ne è andato ‘perché il lavoro era troppo faticoso!”.