Comprereste vino rosé a un centesimo? È successo da Lidl

In Francia Lidl ha messo in vendita un rosé da un centesimo, causando l'ira dei viticoltori locali. Ma com'è possibile?

Comprereste vino rosé a un centesimo? È successo da Lidl

La crisi del vino è un affare noto e complesso. Sono cambiate le occasioni e le modalità di consumo, c’è paura per pancia e patente, non ci sono soldi. Un crescendo concreto, questo, ma innegabile: tra le motivazioni più decisive della crisi c’è una cinghia più stretta e un vino che, di conseguenza, scivola verso il basso nella scala delle priorità d’acquisto. Magari vendere rosè a un centesimo è una soluzione?

Succede in un supermercato di casa Lidl in quel di Sérignan, nella regione dell’Hérault, Francia. Siamo in Linguadoca. Qui il vino è generoso, e spesso rosato come nella non lontana Provenza. Il mare è quotidianità, c’è tanta roccia, le estati sono calde. Le teste dei produttori, scoperto il rosè in vendita a un centesimo, forse lo sono di più.

Com’è che un vino viene venduto a un centesimo?

Il Barolo da 12 euro dell’Autogrill, quando va a dormire, sogna di essere un rosè venduto a un centesimo. La differenza tra i due è che il primo esiste veramente, ma il secondo ha avuto vita confusa e rapida come quella di un sogno, per l’appunto. Il nostro indagato è solito apparire sugli scaffali al prezzo di due euro e 99 cent.

Portare il vino a cena è un gesto scortese Portare il vino a cena è un gesto scortese

A far squillare il campanello di allarme un viticoltore che, giustamente preoccupato e forse un po’ oltraggiato, ha avvisato la FDSEA (Fédération Départementale des Syndicats d’Exploitants Agricoles, sindacato agricolo). Casa Lidl immediatamente alza le mani: ma no, scusate, è stato un errore. Roba fumosa di confusione, pasticci di magazzino, database ingarbugliati. I viticoltori non sono per nulla convinti. 

“Ci danno sempre la scusa dell’errore di un tirocinante!” Le dichiarazioni di Jean Pascal Peragatti, co-responsabile della FDSEA dell’Hérault, sono eloquentissime. La sua tesi è che scivolate di questo genere si rivelano particolarmente dannose, in un momento storico già difficile. Peragatti ha suggerito altre strade per smaltire le scorte: magari offrire casse gratuite con gli acquisti, o donare il vino a qualche banca alimentare. Il prezzo di un centesimo, in altre parole, è mortificante.

La FDSEA minaccia di tenere gli occhi puntati sugli scaffali Lidl alla ricerca di altri tirocinanti distratti, e Peregatti minaccia provvedimenti seri in caso di nuovi incidenti. La catena di supermercati, dal canto suo, mantiene la linea dell’errore involontario.

Il rosè era un articolo invenduto il cui destino era di essere rimosso dagli scaffali. La procedura interna, in questo caso, prevede l’impostazione del prezzo a zero euro dal sistema di inventario. Ma non tutto il male vien per nuocere: storie come questa sono più pubblicità di quanto il nostro rosato avrebbe mai potuto sperare, no?