di Chiara Cajelli 21 Settembre 2019
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Il fatto è questo: la pesca delle vongole è limitata secondo determinati parametri che ne salvaguardano la specie. Il primo fra tutti i parametri riguarda le dimensioni, che non devono essere inferiori ai 25 millimetri. Tuttavia, nel 2017, la soglia è stata abbassata a 22 millimetri per i Paesi sul mar Adriatico. Per l’Italia questa decisione è stata preziosa, data la varietà di vongole che popolano i nostri mari. Ora, infatti, si chiede di rinviare il termine entro il quale varrà la regola dei 22 millimetri (che è dicembre 2010). L’Italia vuole prorogare la deroga di pesca, ma la Spagna parla di concorrenza sleale nei confronti dei pescatori spagnoli.

In molti appoggiano la richiesta di proroga, dimostrando che studi scientifici non riportano dati negativi per quanto riguarda il numero di vongole nell’Adriatico. Insomma, non si starebbero estinguendo né subendo impatti, permettendo comunque all’Italia di reggere il passo con l’economia che riguarda il pescato. Il Parlamento europeo discuterà la proposta, ed è in questa occasione che i delegati spagnoli han mostrato perplessità.

In pratica, la Spagna sostiene che così facendo si inciterebbe la concorrenza sleale, e i rappresentanti eurodeputati italiani, si difendono. Una di queste è Rosa D’Amato del M5s: “mi batterò perché venga riconosciuto lo sforzo dei pescatori italiani, anche per quanto riguarda l’alto tasso di sopravvivenza dei rigetti di vongole. So bene che ci sarà da fronteggiare chi, nel nome di un falso ambientalismo, mira a favorire le lobby del proprio Paese a scapito dei nostri lavoratori e delle nostre imprese. Gli studi scientifici effettuati hanno dimostrato la sostenibilità della deroga concessa all’Italia. Una sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) che, ricordo, deve rimanere la stella polare delle politiche di pesca in Europa“.

Un altro eurodeputato a favore della proroga della deroga di pesca è Rosanna Conte della Lega: “il Parlamento ha tempo fino al prossimo 28 ottobre per presentare eventuali obiezioni e chiedere maggiori approfondimenti alla Commissione. Ho detto ai colleghi, soprattutto agli spagnoli che in passato hanno sollevato problemi di concorrenza, che il regolamento di base si occupa di proteggere le risorse e non di problematiche di mercato. Per questo, è importante sostenere la proposta e allontanare qualsiasi obiezione per motivi economici. Avremmo preferito una disposizione triennale, ma ottenere l’estensione di un anno comunque fondamentale per il settore italiano della pesca, in particolare per il Nord Adriatico“.

Fonte: agrifoodtoday

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