di Manuela 14 Settembre 2020
rubinetto

A quanto pare, i fratelli Bianchi, nell’ambito dell’omicidio di Willy, sarebbero preoccupati di dover bere l’acqua del rubinetto in carcere. A riportare la notizia è stato Il Messaggero, salvo poi essere diramata anche dai diversi Tg.

La storia è in prima pagina dappertutto: i fratelli Bianchi sono ora in carcere a causa dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni morto a seguito del pestaggio subito a Colleferro. Ebbene, secondo quanto riferito dai mass media, mentre stavano per entrare nel carcere di Rebibbia il 6 settembre scorso, i due fratelli accusati dell’omicidio di Willy si sarebbero preoccupati del fatto di essere costretti a bere l’acqua del rubinetto in prigione.

I due fratelli, infatti, pare che siano ossessionati dalla cura del corpo e l’assenza di acqua minerale in carcere è per loro un problema. Tuttavia, adesso, i due hanno ben altre preoccupazioni: gli altri detenuti di Rebibbia li hanno accolti con urla e sputi e ora i due hanno paura di eventuali ritorsioni da parte degli altri carcerati.

Per questo motivo hanno chiesto di continuare a stare nel reparto protetto. Al momento, infatti, sono in quarantena a causa delle norme anti diffusione del Coronavirus, ma al termine dei 14 giorni la loro preoccupazione è quella di essere messi insieme agli altri detenuti i quali, come sappiamo, non perdonano facilmente determinati crimini.