Xylella, l’infezione continua ad avanzare in zona indenne: 23 nuovi casi a Monopoli

Tra gli oliveti della Puglia l'infezione da Xylella continua la sua avanzata in zona indenne, con 23 nuovi casi a Monopoli.

Xylella, l’infezione continua ad avanzare in zona indenne: 23 nuovi casi a Monopoli

In Puglia si continua a combattere la Xylella. Le autorità sanitarie segnalano che l’infezione sta continuando ad avanzare nella cosiddetta zona indenne: il più recente rapporto, redatto in data 8 ottobre 2022, indica che su base mensile si sono riscontrate ben 63 nuove piante infette, di cui 27 rinvenute nella zona di contenimento Salento, 23 nel contesto dell’area indenne di Monopoli e le ultime 11 nell’area delimitata sempre riferita a Monopoli. Considerando l’intero arco estivo (dal mese di giugno ai giorni nostri, per intenderci), invece, le piante riscontrate positive assommano a un totale complessivo di 225, di cui 161 risultati già estirpate.

xylella, puglia

Importate sottolineare, rimanendo in questo contesto, che di fatto l’avanzamento delle estirpazioni è sceso dall’85,80% del 9 settembre al 71,56% dell’8 ottobre – sintomo di un lieve rallentamento degli abbattimenti. Il dato medio di infezioni riscontrate nello stesso lasso temporale, invece, è di 2,2 piante infette; che fa di fatto pensare a una accelerazione nella scoperta dei casi. Si segnala, per di più, che al momento le autorità sanitarie non hanno individuato piante infette nell’area indenne Nord Puglia, anche se sottolineano che di fatto le operazioni di campionatura ammontano ad appena l’1,03% sulla superficie complessiva. Complessivamente, invece, nell’area indenne di Monopoli sono state riscontrate da inizio monitoraggio 38 piante infette, 15 delle quali sono state eradicate, e ne restano da eliminare 23.

Nessun caso anche nella zona indenne di Canosa di Puglia, 50 chilometri a Nord di Bari: qui il monitoraggio si è fermato nel mese di giugno con un tasso di avanzamento del 92,86%. Continua a preoccupare, invece, la zona di contenimento Salento, dove sono state individuate – da giugno a ottobre – 106 piante infette, 78 delle quali già eradicate. Vi segnaliamo, infine, che sono stati compiuti importanti passi avanti nell’utilizzo di biosensori, che di fatto potrebbero permettere di scovare il batterio prima che entri in azione.