di Patrizia Laquale 24 Settembre 2019
ulivi-xylella

Il primo caso di Xylella, il batterio vegetale responsabile del disseccamento rapido dei secolari ulivi pugliesi, risale al 2013. Da quel primo devastante caso, son passati ben sei anni e una serie infinita di teorie, decreti e accuse su accuse, mentre inesorabile la xylella avanza lasciando dietro di se ben  183mila ettari con ulivi infetti  per colpa di errori, incertezze su come affrontare tale emergenza.

Nel 2015 la Commissione Europea si era espressa dicendo che  l’eradicazione degli alberi infetti, compreso l’abbattimento di tutte le piante situate nel raggio di 100 metri di distanza da quelli contagiati.
Ma l’Italia non adotta il provvedimento e ad oggi si contano solo nel Salento ben 65o alberi completamente distrutti dal batterio, mentre la Xylella continua ad avanzare verso il nord della Puglia contagiando tra Taranto e Brindisi altri 61 alberi infetti: 2 a Fasano, 1 a Ostuni, 1 a Francavilla Fontana, 1 a San Michele Salentino, 15 a Carovigno, 20 a Ceglie Messapica, 6 a San Marzano di San Giuseppe e 15 a Montemesola.

“Da sempre sosteniamo che la Xylella non avrebbe atteso i tempi della politica, della burocrazia e della giustizia” – sottolinea il vicepresidente della Cia Agricoltori Italiani di Puglia Giannicola D’Amico – aggiungendo che “i nuovi focolai ritrovati a Montemesola e San Marzano, purtroppo, confermano come anche in provincia di Taranto vi sia un consolidamento delle infezioni”.
La Cia auspica “che sul fronte eradicazioni, al momento unica azione preventiva possibile insieme alle buone pratiche e ai trattamenti fitosanitari, si proceda speditamente sia per l’espianto dei 650 ulivi già oggetto di decreto di abbattimento sia per i nuovi focolai riscontrati”.

“L’abbattimento doveva essere immediato, per quella che già nel 2015 era stata considerata un’emergenza. ” continua Enrico Bucci, professore di Biologia dei Sistemi alla Temple University di Philadelphia.

Mentre si aspettano i dati delle altre zone pugliesi sottoposte a monitoraggio, ci auguriamo che la Regione Puglia vari senza perdere ulteriore tempo, le linee guide della CE  provvedendo alla sradicamento degli alberi infetti.

[ fonte: Ansa ]