C’è un microbirrificio di Bannalec, nel Finisterre, il dipartimento più a est della Bretagna, fondato nel 2017 da Aurélien Picard. Si chiama Brasserie de L’Imprimerie perché è stata creata all’interno di una vecchia tipografia ed è gestito, come spesso accade, da un ex birraio amatoriale, che ha creato pian piano un’azienda con tre dipendenti (compreso lui) e una produzione di dodici birre con materie prime del luogo che riforniscono i locali della zona e che sono vendute anche nel birrificio. Un posto di comunità, in un paesino da 5700 anime che però si è visto arrivare una lettera dagli avvocati di Joko Ono.
Yoko Ono contro tutti
Il problema è che il birrificio ultimamente ha lanciato una serie di birre ispirate a personaggi famosi, tra cui una birra aromatizzata al limone e allo zenzero che avevano chiamato John Lemon, sull’etichetta un disegno che raffigurava il celebre cantante dei Beatles ritratto con due fette di limone al posto degli iconici occhialini da sole. Joko Ono, che ha depositato il nome John lemon per evitare che qualcuno faccia business suo defunto marito, ha preteso che si smettesse immediatamente di usare quel nome, altrimenti sarebbe incappato in una multa iniziale di oltre 100.000 euro, una serie di multe da 1500 euro per ogni giorno di uso in più.
Picard ha dichiarato alla stampa di aver inizialmente pensato a uno scherzo, ma che poi cercando informazioni si è accorto che anche altri avevano usato quel gioco di parole ed erano stati richiamati dagli avvocati di Yoko Ono, per esempio una ditta polacca che produceva limonata e che aveva usato lo stesso nome e che era stata costretta a cambiare rotta.
Anni fa in Croazia mi sono imbattuta nel birrificio Visibaba che produceva una bionda belga aromatizzata con scorza di limone croato, anche lì il nome della birra era John Lemon, ho visitato la loro pagina Istagram per curiosità in questi giorni, è ferma a circa 4 anni fa. Sospetto che anche lì si sia infranta la scure degli avvocati.
Il colpo di genio del birraio bretone
Venire a patti era indispensabile, per questo motivo Picard si è accordato con gli avvocati di Yoko Ono che gli hanno concesso la possibilità di vendere le birre John Lemon già prodotte ed etichettate entro il primo di luglio 2026. Pare, tra l’altro, che arrivino da tutta la Bretagna e oltre per acquistare queste bottigliette da 33 che sono diventate all’improvviso famosissime e sono già quasi terminate.
Aurelien Picard ha inoltre, con un colpo da maestro, risolto la questione. I giochi di parole sui nomi dei personaggi famosi sono infatti uno dei tratti distintivi delle sue birre. Tra le altre c’è la Jean Gol Potier – La Blonde Parfumée, un omaggio allo stilista Jean Paul Gaultier. Così ha proposto agli avvocati di Yoko Ono di sostituire il nome John Lemon, con Jaune Lemon, “jaune” in francese vuol dire giallo e si pronuncia quasi allo stesso modo di John, fatto salvo per la “J” che in francese si pronuncia dolce. Nell’etichetta c’è anche un altro gioco di parole: compaiono le parole “Get Bock”, un gioco di parole tra una birra lager tedesca e il successo dei Beatles del 1969 “Get Back”, su quello Yoko Ono non potrà intervenire.
In un memorabile commento sulla pagina Istagram del birrificio, uno dei fan del birrificio proporne di rimpiazzare il nome della birra con Yuzu Ono. L’operazione simpatia non ha mai fatto parte dell’allure del quinto Beatles, per fortuna non è così per tutti.