di Valentina Dirindin 8 Gennaio 2021
ristorante

Dopo il caos colori di questi ultimi giorni legati alle festività, torna da lunedì la divisione in zone arancioni e gialle (nessuna zona rossa, per ora) per le diverse regioni d’Italia, anche se le prospettive sembrano essere migliori di quelle ipotizzate in un primo momento.

Le zone, a partire dall’11 gennaio, saranno solo di due tipi, in base ai dati del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, che comunque mostrano una situazione che genera preoccupazione, con l’indice Rt nazionale che per la prima volta dopo sei settimane supera la soglia dell’1, salendo a 1,03: “La curva epidemiologica sta risalendo”, ha detto il Ministro della salute Roberto Speranza, “ed è fondamentale mantenere alto il livello del rigore”.

In base agli indici rilevati nella settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio, comunque, la maggior parte dell’Italia rimane in zona gialla, quella con le minori restrizioni.

Questo il destino di quindici diverse regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Trentino Alto Adige, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta), dove – come prevede il Dpcm 4 novembre, quello che ha istituito l’Italia “a semaforo” – i ristoranti e i bar rimarranno aperti fino alle 18, e avranno poi la possibilità di fare asporto e delivery fino alle 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per ogni tavolo, salvo che siano tutti conviventi.

Le restanti regioni (Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto) si trovano invece nella fascia arancione, quella dove i servizi di bar e ristorazione sono di fatto sospesi, con la sola possibilità di effettuare consegne a domicilio o ristorazione d’asporto fino alle ore 22.

Calabria, Emilia Romagna e Lombardia hanno già superato il livello di guardia dell’Rt (piazzandosi rispettivamente a 1,04, 1,03 e 1,24) mentre Sicilia e Veneto si trovano ancora leggermente sotto il livello di allerta, ma hanno comunque chiesto di essere inserite nella zona arancione per precauzione.

[Fonte: La Repubblica]