Ho visto il futuro della pizza, era fatta da un robot

Zume Pizza. Non è né una nuova pizzeria gourmet, né il nome di un pizzaiolo. Ma un nuovo modo di fare la pizza.

Zume Pizza è una pizza fatta con l’ausilio dei robot.

Nel marzo del 2017 i robot dovrebbero riuscire a fare ben l’80% di un’intera pizza.

È un metodo veloce, affidabile, che garantisce prodotti sempre uguali a se stessi e, sembra, di ottima qualità.

zume pizza

L’idea è di due amici che insieme hanno fondato questa startup. Alex Garden e Julia Collins, un’esperta di analisi che ha lavorato per Shake Shack a New York e per atre catene di ristorazione veloce come aiuto-cuoco.

E ne ha viste, di pizze piene di conservanti, per capire che non sono una soluzione.

La tecnologia, invece, può esserlo.

zume pizza

Il team di Zuma si propone di portare a termine una pizza in soli 15 minuti. Questo risultato si ottiene grazie alla cucina automatizzata, alla gestione lineare degli ordini e all’accuratezza dei macchinari.

Dietro ogni pizza, c’è un team di tre persone e il costo finale si aggira tra i 15 e i 19 dollari, un po’ di più rispetto ai 15 dollari che sono lo standard di una catena come Domino’s.

zume pizza

Inoltre, si sta tentando di velocizzare ulteriormente il processo, portandolo a 10 minuti, dal montaggio alla consegna, entro il prossimo anno.

Il ‘retrobottega’ di un punto vendita Zuma, sembra più l’hub di un magazzino che la cucina di un ristorante: è strutturato in modo tale da poter sfornare ben 288 pizze all’ora.

zume pizza

Collins e Garden hanno studiato a fondo tutta la procedura per fare una pizza, questo per impartire ai robot istruzioni quanto più perfette.

I loro robot sono stati realizzati grazie ad una partnership con ABB Robotics, una società specializzata nella produzione di robot specializzati. In realtà i macchinari sembrano incredibilmente complessi, se confrontati a delle operazioni tutto sommato semplici.

zume pizza, laboratorio

Al momento, Collins ci informa che la ABB Robotics ha istruito i robot a compiere le operazioni in cui gli esseri umani riescono peggio come, ad esempio, versare la salsa di pomodoro in modo uniforme sul disco di pasta steso.

Come funziona un ordine con Zume Pizza?

zume pizza app

Potrete avvicinarvi a Zume Pizza online, tramite l’omonima app. Chi seguirà il vostro ordine sarà Al, un nome rassicurante, che girerà la vostra richiesta direttamente a nastri trasportatori.

Ma prima di passare al robotico, la pasta verrà lavorata da mani umane e l’impasto lieviterà per 48 ore.

zume pizza

Anche gli americani, nonostante il passato e, purtroppo, anche il presente molto discutibile (pizza all’ananas dice qualcosa?) hanno capito l’importanza di un impasto fatto di lunghe lievitazioni, facile da digerire.

pizza fatta dal robot

 

Una volta steso il disco di pasta, il nastro trasportatore passerà al primo step col robot-dispenser che si chiama Jojo e Pepe che emette la giusta quantità di salsa (varia a seconda delle richieste specifiche del cliente, ed è prodotta con pomodori locali).

zume pizza

Subito dopo, la nostra nascitura pizza incontrerà Marta, il robot con le braccia che assomigliano alle zampette di un ragno, la quale si occupa di stendere in modo uniforme la salsa.

zume pizza

Si ritorna, quindi, alla manodopera umana: un addetto si occuperà di mettere il formaggio e gli altri condimenti perchè, afferma Collins, “Le persone sanno mettere bene i condimenti”.

Insomma, la libidine gastronomica umana non si batte.

zume pizza

Alla fine del nastro trasportatore, la pizza troverà Vincenzo, il robot-fornaio.

zume pizza

 

Questi la sistemerà su una pala simile a quella di una pizzeria ‘tradizionale’, per poi cuocerla nel forno. All’interno la temperatura sarà di 800 (!) gradi: la pasta avrà così modo di espandersi e di sviluppare crosticine appetitose.

zume pizza

Un altro addetto preleverà la pizza dal forno e la posizionerà su un sistema che la taglierà in otto fette uguali, ognuna di circa 180 calorie.

Dalla macchina al cartone per la pizza

Una volta che la nostra pizza è ben condita, cotta e tagliata in fette uguali, non c’è altro da fare che consegnarla nel minor tempo possibile.

Il terzo e ultimo addetto della catena mette la pizza fumante in un contenitore che non ha niente a che vedere con quelli delle pizzerie dove si riforniscono gli esseri umani normali.

zume pizza, cartone

I box sono fatti di fibre provenienti da canna da zucchero, compostabili al 100%. Il fondo del box è strutturato con una serie di avvallamenti e canaletti che permettono all’olio e ai succhi dei condimenti di non colare qua e là per il contenitore, ma di depositarsi sul fondo, cosicché la pizza arrivi sana e salva ma, soprattutto, integra.

zume pizza, cartone

Fino a poco fa, le pizze venivano caricate su un’auto e consegnate. Adesso, Zume Pizza si è dotata di un furgoncino all’avanguardia.

Il nuovo furgoncino di Zume è simile a un’astronave per pizze: contiene due file di forni, 56 in totale.

zume pizza, furgone

Il furgoncino viene usato se la destinazione della pizza è più lontana di 12 minuti: ci si prende il compito di toglierla dal box e di ‘metterla in attesa’ in un forno: deve arrivare a destinazione bollente.

zume pizza, forni

 

Quando il furgoncino è nelle vicinanze del destinatario, a circa tre minuti di distanza, un dispositivo GPS segnala che è il momento di riscaldare la pizza nel forno.

zume pizza

Una volta giunti a destinazione, è compito del guidatore estrarre la pizza dal forno, utilizzare la macchina per tagliarla nelle otto fette perfette da 180 calorie l’una, rimetterla nel box e, finalmente, consegnarla.

[Crediti | Link: Bloomberg, immagini: Business Insider]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

6 Ottobre 2016

commenti (2)

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  1. Orval87 ha detto:

    Ok, è chiaro che siamo di fronte ad una marchetta.
    Ma futuro de che?! Si, forse futuro delle pizze da catena.
    E’ un prodotto che può andar bene a chi ha già voglia di pagare 15 dollari per una pizza della catena Domino.
    800 gradi nel forno?!

  2. Stefano ha detto:

    Inutile dire che i soli dati importanti sono ingredienti utilizzati e tempistica di maturazione/lievitazione, aspetti che nell’articolo non stati infatti minimamente presi in considerazione.

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