Red, Feltrinelli, interno, apre Red a Roma

“Un prosciutto di Norcia, la pasta di Gragnano lavorata a mano da veri artigiani del grano, il tartufo di Alba nella sua esatta stagionalità”. Vincenzo Conticello, erede di un marchio a suo modo storico, l’Antica Focacceria S. Francesco aperta dal nonno di suo nonno nel 1834 di Palermo, parla del lavoro che sta svolgendo insieme a RED, acronimo di Read, Eat, Dream (Leggi, Mangia, Sogna) la nuova avventura di Feltrinelli che unisce cultura e cibo.

Nel 2005, suo fratello Vincenzo Fabio venne invitato a pagare il pizzo; invece di cedere, denunciò gli estorsori che, arrestati, vennero da lui riconosciuti in aula e condannati.

Oltre al ristorante c’è uno spazio food dove comprare “le specialità di piccoli produttori, poco conosciuti, eppure in grado di esprimere una qualità elevatissima”.

Il nuovo RED, che verrà replicato a Parma e nel primo semestre del 2013 a Milano, Bologna e Firenze, sarà aperto dalle 8 alle 23 non stop.
[Gambero Rosso]

commenti (22)

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  1. Avatar anto ha detto:

    il fatto che tutti ormai si buttino sul settore del cibo, dall’operaio che ha perso il lavoro alla grande azienda è il chiaro sintomo che la nostra economia ed il nostro paese sono veramente e profondamente in crisi

  2. Conoscevo la vecchia Ricordi.
    Conosco le Feltrinelli di Roma.
    Ed anche di altre città.
    Fra le cose più belle inventate
    da Giangiacomo Feltrinelli.
    ILCibo ,la Cultura,un binomio perfetto.
    Sicuramente lo preferirò ad eataly
    quando sarò a Roma.

    ps.grande verità,Anto.

  3. ” il tonno al contrario, un hamburger di tonno con il pane al posto del companatico”.
    Preceduto dal controconsommè di pesce palla: il brodo è dentro e bisogna spremere il pesce come un tubo di Calvè. 😎

    1. ah io pensavo il tonno fuori e la scatola (vuota) dentro, cosi’ ne guadagnava anche l’igiene oltre la funzionalita’

  4. Avatar Sandro ha detto:

    Viva la Feltrinelli… apertura, democrazia, ibertà, confronti con i competitor.
    Infatti a Firenze stanno facendo questo alla Edison:
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=378608618864909&set=a.144523945606712.27112.118751971517243&type=1&theater
    Hanno acquisito la società che era proprietaria dell’immobile in cui da anni è presente la Libreria Edison di Piazza della Repubblica, per poterli far chiudere!
    E mandare a casa 40 dipendenti.
    Così fanno fuori una delle più importanti librerie fiorentine e si preparano allo scontro con Farinetti (che si è preso l’altra libreria Edison, la vecchia Martelli).
    Viva la Feltrinelli, viva Red, viva la cultura…

    1. Leggendo,sembra una brutta storia.
      Di rosso ,sembra,sia rimasto solo il nome Red.
      Come nel caso Farinetti.
      Prevalgono gli affari.
      Spero che vengano salvati i 40 dipendenti della storica Edison.

    2. Ahimè si.
      Ma è una caratteristica storica del comunismo essere speculare al capitalismo e/o simpatizzare con gli stelle e strisce. Ed così pure i suoi adepti.

    3. Avatar Stefano F. ha detto:

      Concordo al 100%. I “romani”, quelli antichi che l’impero lo fecero non quelli che lo hanno distrutto e continuano a distruggere, dicevano che “pecunia non olet” per giustificare i vespasiani a pagamento, quindi, per usare un termine più moderno, business is business. Basta che ci togliamo il famoso prosciutto da sopra gli occhi e smettiamo di considerare certe cose come “di sinistra”.
      Feltrinelli in primis, ma come loro tanti altri che hanno sempre usato “l’essere di sinistra” come un Asso di briscola capace di giustificare, agli occhi dei simpatizzanti, qualsiasi mossa commerciale. Se oggi questi simpatizzanti stravedeno per un certo cibo, inteso come superiorità culturale nei confronti di chi semplicemente si nutre e cerca di farlo meglio che può, è ovvio che le grosse catene che si buttino a pesce sul gastrofighettismo, con tutto il contorno di bio, km zero, esclusività, introvabilità ecc. ecc.
      Ma sempre dei (vostri) soldi si tratta, che siano “sordi” o “denavo” come ha detto qualcuno prima di me.

  5. Oddio. Farei una considerazione triste.
    La lettura è cibo per la mente.
    Se un “libraio” storico decide che, economicamente parlando, il prosciutto vale più di Dante (o Baricco, de gustibus) siamo proprio messi male.
    Ed è un’iniziativa di Feltrinelli. Figuriamoci se fosse stata di area forzitaliota …

    1. Avatar mr ha detto:

      La considerazione, in generale, ci può anche stare, ma in questo caso in particolare non saprei: Feltrinelli in quell’area ha già tre librerie (di cui due enormi) a Largo Argentina, Galleria Colonna e Via del Babuino, una quarta apertura “book-only”, di quelle dimensioni, sarebbe stata forse un po’ eccessiva (l’area è anch’essa enorme)

      La mia critica alla politica delle aperture di Feltrinelli è diversa: almeno a Roma per essere una catena “di sinistra” privilegia troppo il centro storico a scapito della periferia e semi-periferia, dove le uniche librerie sono solo su tre classiche strade da shopping (Via Appia, Viale Marconi e Viale Libia). Uno non pretende l’apertura di uno store multipiano al Laurentino 38, ovvio, ma ci sono delle vie di mezzo.

    2. Ma secondo te, l’elettore “di sinistra” non del centro storico, entrerebbe da Feltrinelli a comprare Eco o il prosciutto di San Daniele ? 😉

    3. Forse entrambe le cose: se vai da Rinascita a Largo Agosta (nel cuore di Centocelle, ed è l’esempio che avevo in mente) la libreria è molto frequentata e ben fornita; ospitano presentazioni e incontri, c’è una sala per aperitivo e bar e una nutrita sezione con libri per bambini. Gli arredi non saranno strafigherrimi ma il posto è accogliente. Da qui a fare una cosa simile con proposte alimentari di qualità, purché tarate in modo accorto, il passo non è poi lunghissimo. Un posto del genere è la dimostrazione che, sia pur per gradi e in maniera appropriata, si possono fare cose “intelligenti” anche in quella sterminata landa che è la periferia di Roma.

      Battuta per battuta potrei dire che neanche l’elettore “di sinistra” del centro compra il San Daniele, ma lo fa comprare alla colf 🙂

  6. Avatar Carlo ha detto:

    Vedo solo ora questo interessante sito e proprio ieri sera sono andato a vedere la nuova Red a via del Corso. Con la morte nel cuore perché. essendo musicista, ero un assiduo frequentatore della Ricordi e soprattutto del suo settore di editoria musicale, brutalizzato da questa nuova scelta fighetta di Feltrinelli e deriso da dichiarazioni di intenti come: troverete tutto negli altri punti Feltrinelli…Ma quando mai? Ora tra gadget del tipo “oddio che fico non posso non averlo” e soliti libri di tutti gli altri supermarket “culturali” di Roma e Italia tutta, si respira un aria da “bisogno indotto” e da marketing biecamente rivolto al “nuovo”. Quanto mi piacerebbe dare un’occhiata ai contratti dei commessi, soprattutto quelli che lavorano fino alle 23….! D’altra parte perfino Prandelli (che però il suo lavoro almeno lo sa fare) ci ammonisce dicendo che siamo un paese vecchio, “nuova” locuzione e vasellina per giustificare qualsiasi taglio di diritti sociali e civili…Ma vuoi mettere mangiare il tonno all’incontrario nel giardinetto sfogliando l’ultima fighettata che non puoi non avere? Vengono i brividi a pensare alla bomba scoppiata tra le mani di Giangiacomo: come se avesse oscuramente inteso che, in prospettiva futura….il nemico da far esplodere sarebbe stato…proprio “lui”!!! Grazie dell’ospitalità

    1. Nell’ultimo film di Marco Tullio Giordana,Romanzo di una strage,
      c’è anche l’episodio a cui accennavi.
      Ma ,ormai è una verità storica,Giangiacomo Feltrinelli è stato suicidato.

      E’ bellissima la tua stroncatura.

      E,senza averla ancora vista, è probabile
      che ne uscirei con le tue stesse sensazioni.
      Continuerò a frequentare le Feltrinelli,
      ma non per mangiare.
      Forse a Giangiacomo queste svolte non sarebbero piaciute,chissà.

    2. Ma beato te che hai certezze! Io devo ancora trovare uno di sinistra morto negli anni di piombo che non sia stato “suicidato” o vittima di oscuri complotti.

    3. Bella battuta! Ma in realtà girano voci anche su di lui, che venne fatto fuori dagli USA per lo sgarbo di Sigonella.

  7. Avatar Gio ha detto:

    Ricordi sarà solo un Ricordo. E mancherà tantissimo. Era uno dei negozi piu belli gioche ci fossero, forse l’unico in cui entravo in via del corso anche solo per guardare.

  8. Avatar Fabio ha detto:

    Quanta ipocrisia! Anche se il cibo è un aspetto fondamentale della cultura, lo si ata esaltando per finalità ben poco legate alla diffusione culturale, i libri poi, per non parlare dei cd o dei film, stanno diventando un elemento decorativo per ‘dare un tono’ ad un certo tipo di clientela, che di parole si riempie la bocca di sostegno alla cultura, poi non è disposta a spendere 8 euro per un libro o un album – magari riempendosi l’hard disk in modo massificato per ridurre il tutto a passa tempo usa e getta- e magari ne spende 15 per un banale happy hour… Siamo sinceri, almeno…