di Cristina Erdas 5 Giugno 2013
servizio in camera

Prendano nota quanti selezionano un albergo sulla base degli extra, più o meno inclusi: il servizio in camera ha i giorni contati.

Ad aprirsi, o forse sarebbe meglio dire a “chiudersi”, è il New York Hilton Midtown. L’albergo ha annunciato il licenziamento dei 55 dipendenti addetti al servizio delle oltre duemila camere della struttura e la loro sostituzione con l’apertura di una caffetteria in stile grab-and-go.

Se una singola attitudine non è indice di tendenza, è anche vero che l’azione di un nome conosciuto può innescare emulazione. John Fox, senior vice presidente del PFK Consulting, lo dichiara apertamente al New York Business: “Sono molti gli alberghi che stanno meditando su come seguirne l’esempio”. Il Gran Hyatt sulla 42esima strada, per esempio, è già al lavoro sulla materia. Il progetto? Una riduzione dell’orario di copertura del servizio e l’apertura di un negozio aperto 24 ore su 24.

Un effetto non previsto della crisi che si abbatte sugli alberghi di categoria “superiore”? In verità, a sentire l’albergatore Ian Schranger, non è tanto una questione di soldi quanto di qualità del servizio offerto. “Alle persone non piace pagare sette dollari per il servizio di consegna o aspettare quarantacinque minuti per il proprio cibo o dover aprire ad un addetto quando sono mezzi vestiti.”

[Gawker]