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Poche sorprese nella classifica dei dichiaratori di redditi a sei cifre, sia nella parte alta, notai primi (oltre 318.000 euro), seguiti da farmacisti (109.700 euro) e studi medici (69.800 euro), che nel resto, fanno notare ironici i primi commenti alle dichiarazioni del 2011 (anno fiscale 2010) di artigiani, commercianti e professionisti.

Lungo l’elenco di lavoratori autonomi che guadagnano, facciamo prima a dire dichiarano, redditi inferiori a quelli dei lavoratori dipendenti (19.810 euro).

Va male ai ristoranti (14.300), preceduti solo dalle pescherie (13.300), quindi alberghi (14.700), bar e gelaterie (16.800 euro), alimentari (17.100), macellerie (17.300), pasticcerie (18.900). Stanno meglio i fornai che dichiarano 25.100 annui.

Il quadro che emerge, dicono gli scettici è quello di un Paese dove certi lavoratori –sempre gli stessi– lavorano più per il gusto di farlo che per portare a casa qualche guadagno.

[La Stampa]

 

commenti (6)

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  1. E io che volevo fare il ristorator / pasticciere / panificatore / barista (ma anche gioielliere) 🙁
    Mi sa che mi tengo questo impieguccio dipendente, che guadagno il doppio …

  2. invece di fare le spedizioni a cortina ecc. basta incrociare questi dati con il solo stato patrimoniale, io sono un modesto agente di commercio di beni strumentali
    e senza andare a cortina in super car mi tocca dichiarare come una sala giochi, evviva l’italia, ma l’importante è la salute e la morte uniche cose che non possono essere manipolate da lobies varie.
    Comunque tra un anno saremo qui a fare le stesse considerazioni con le dichiarazioni del 2011 con i soliti poveri in ferrari e posche!!

  3. Bah. E’ semre la storia del pollo di Trilussa. Bar e ristoranti sono da sempre strutture a conduzione familiare. Basta avere 4-5 membri della famiglia tra i “dipendenti” (reali o anche fittizi) per scaricarne tutti i relativi stipendi (al lrodo dei contributi previdenziali). Quello che viene sbandierato è il reddito netto “dell’azienda”. Esattamente come avviene per tutte le aziende italiane. Aggiungeteci poi i “costi aziendali” che in questi casi possono essere scaricati (assicurazioni, PC, telefoni, utenze, veicoli ovvero “qualunque cosa” fatturabile all’azienda) che la gente “normale” paga di tasca propria …

  4. Sei rimasto un po’ indietro …. Hai indicato come costi personali scaricabili sull’attività tutti costi che le aziende o non possono più scaricare o scaricare solo parzialmente.

    1. Parlavo in generale di “aziende”. Considera che la mia polizza professionale NON è scaricabile (dipendente) ma potrebbe esserlo parzialente (dipendente con intramoenia) mentre per altri è del tutto scaricabile (libero professionista in consulenza). E il lavoro è esattamente lo stesso.

    2. Comunque giusto ieri vedevo un servizio in cui una (piccola) albergatrice raccontava come tra canone RAI, SIAE e altri balzelli nel ramo pagava 4000 euro di “tasse” /anno. Che “abbattono” il reddito IRPEF e le statistiche. Ma sempre 4000 euro ha scucito …