di Prisca Sacchetti 13 Giugno 2012
billionaire, Flavio Briatore, chiude Billionaire

Lele Mora è in carcere e anche Fabrizio Corona non si sente molto bene, la notizia del giorno è che Flavio Briatore chiude il Billionaire a Porto Cervo, ditemi voi cosa rimane della smargiassa cricca di manipolatori che ha agitato più d’una estate smeralda. Manca solo che tolgano il patentino da pianista a Jerry Calà.

Con la chiusura del Billionaire finisce un’epoca, quella che il Corriere definisce “del lusso ostentato”. E come alla satira con Berlusconi, a noi viene a mancare una fonte inesauribile di paparazzate estive all’insegna di ricchi e famosi, yacht in rada e docce (sì, docce) con le Magnum di champagne.

Indimenticabile un estate fa, la storia dei 3 ragazzi russi con relative fidanzate che hanno scolato 92 bottiglie di champagne Cristal da 900 euro l’una, una magnum da 3 litri della stessa marca e una di Chivas, promettendo di saldare gli 86.000 euro del conto l’indomani, e invece chi s’è visto s’è visto, dissolti nel nulla. Salvo, a distanza di qualche giorno, saldare il debito con tante sentite scuse. Storie così quelle del Billionaire, sempre al confine tra verità e barzelletta autopromozionale.

Ma ora, con la sobrietà che impone la crisi economica e la caccia all’evasore inaugurata dal governo Monti, quelle storie sembrano fuori sync.

Sposterà il suo business fuori dall’Italia, Briatore:

“L’Italia è un Paese dove se possiedi una barca e arrivi in porto per attraccare, o sei un bandito o sei un ladro. Questo governo, poi, ha innescato una sorta di odio sociale”.

E nel frattempo, per far quadrare i conti, sarà il Donald Trump italiano nel talent show sul mondo del business The Apprentice, versione de noatri. Perché da una parte togli dall’altra devi pur mettere. E’ la dura legge dell’imprenditore.

[Corriere.it, Intravino]