di Fiorenzo Sartore 1 Giugno 2012

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Come sapete, il Papa è a Milano per l’incontro mondiale delle famiglie. Sapete anche che si è liberato un posto presso la Città del Vaticano: la posizione di maggiordomo del Santo Padre è vacante. Se siete interessati al lavoro iniziate a prendere appunti sulle preferenze alimentari del Papa: vi servirà. A questo proposito ci soccorre Vanity Fair elencando le raccomandazioni culinarie per la visita di Joseph Ratzinger a Milano, che inizia oggi.

Innanzitutto non avrete a che fare con un mangiatore di insaccati tedeschi: il Papa ama la cucina delicata e la leggerezza – anzi, è un fan della dieta mediterranea ed è figlio di cuoca per giunta. Un’alimentazione all’insegna della sobrietà, raccomandazione girata al fornitore dei pasti milanesi, ovvero la celebre salumeria Peck.

A casa Joseph è un bevitore di succo d’arancia e ha una passione speciale per gli agrumi in generale. La colazione (sempre sobria) è a base di pane, burro, marmellata, caffelatte. A pranzo: pollo sì, pesce no. E comunque (l’ho detto che è “sobrio”?) per il pranzo di domenica all’Arcivescovado di Milano niente caviale e Champagne. Semmai, è apprezzata la cucina del territorio: insomma, uno di noi. All’incirca.

Purtroppo Benedetto XVI è “quasi astemio”. Al pranzo preparato da Matteo Vigotti, chef da Peck, si beve “Franciacorta Millesimato Brut 2006, un Pinot nero 2010 e con il dessert un Moscato d’Asti 2011”.

Per la prova d’esame al posto di maggiordomo, non resta che segnalare il testo consigliato: “Mangiare da Papa”, di Suor Germana.

[Vanity Fair]