di Prisca Sacchetti 12 Luglio 2012
Pub Crawl, t-shirt

Una ragazza australiana viene trovata in stato confusionale vicino alla stazione Termini dopo una notte di eccessi. Tra le pieghe della notizia letta oggi su Repubblica Roma rispunta il “pub crawl“, ovvero la scorribanda etilica di gruppo che resiste ai divieti del sindaco Alemanno.

Si tratta di un giro di sei locali in quattro ore: i partecipanti (fino a 100 e oltre) sono raccolti dall’organizzatore che li registra e ritira la quota di partecipazione, 20 euro a testa. Ognuno riceve una maglietta e il voucher per avere la prima birra, una volta bevuta, la restituisce per averne un’altra piena e via così.

Nato a Londra alla fine degli anni ’90 in modo spontaneo, questa specie di surf etilico si è trasformato in attività a scopo di lucro organizzata da micro-agenzie specializzate fino al divieto del sindaco Alemanno, che risale ormai al 1999 2009.

E che, a giudicare dalla notizia di oggi non ha debellato né il bisogno di tribalismi dei più giovani né i problemi di ordine pubblico che comportano.
[Repubblica]