di Prisca Sacchetti 16 Giugno 2012
spesa sostenibile

Forse non tutti sanno che: Paola Maugeri, giornalista, già primadonna di MTV Italia, conduttrice radioTv, è ferocemente animalista, patita di temi ambientali, impegnata nella diffusione di uno stile alimentare consapevole.

Incalzata da una lettrice, la guerriera della green economy, che tiene un blog sul sito della rivista Vanity Fair, ha appena affrontato un tema spinoso.

“Paola, è bellissimo quello che dici, ma invece di ribadire il concetto che bisogna essere veg insegnaci a farlo senza spendere una follia!
 C’è una differenza di prezzi abissale e non sostenibile nello scegliere il km 0, l’eco-friendly eccetera”.

Volete leggere la risposta di Paola Maugeri? Buona fortuna. Io non l’ho retta, lunga, fuffosa, piena di riferimenti all’agricoltura biodinamica e a Rudolf Steiner, padre dell’antroposofia. Allora, pur al netto dei troppissimi punti esclamativi, meglio la risposta di un’altra lettrice:

“Faccio la spesa a chilometri zero dove mi è possibile e uso detersivi 100% naturali, non spendo assolutamente più di altri, anzi molto meno. Basta far sparire i prodotti inutili dalla nostra spesa. Basta insaccati già confezionati. Basta merendine costose e assolutamente non sane. Basta carne (costa, inquina e non fa particolarmente bene abbuffarsi di proteine animali). Basta ammorbidente, basta con quelle stupide e inquinanti cialde per il caffè. Cambiando stile di vita spendi più per i prodotti buoni ma meno rispetto alla classica spesa da supermercato”.

Sono sorpreso. Evidentemente, tra i requisiti richiesti alla gente zen-chic che legge Paola Maugeri c’è il sapere economico. Solo che i conti non tornano. La spesa sostenibile ha fatto vittime tra molte carte di credito, inclusa la mia.

Chi è pratico e ha senso dell’economia ci dica: spesa sostenibile o spesa del supermercato?

[Vanity Fair, immagine: Facebook]